JOHNNY CRASH
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Unfinished Business
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2008
(Suncity Records)
Quando
lo scorso novembre la Suncity Records ha annunciato l’imminente pubblicazione di
Unfinished Business, secondo album rimasto inedito del combo losangelino dei
Johnny Crash, saranno sicuramente stati in molti a compiere un balzo dalla
sedia. Sì perché di questa band e dell’unico disco dato alle stampe,
Neighbourhood Threat del 1990, s’è spesso parlato - a ragione - in termini
entusiastici. Il gruppo, messo sotto contratto dopo pochi concerti dalla WTG/CBS
Records, con il proprio debut e il videoclip di “Hey Kid” ha facilmente
conquistato l’allora coloratissima MTV, guadagnandosi importanti tour di
supporto a gente come Mötley Crüe, Pretty Maids e Bonham. Perso uno dei due
chitarristi, August Worchell, e accolti in formazione Matt Sorum (batteria) e
Dizzy Reed (tastiere), la band ha registrato un disco che, stando alle
indiscrezioni, fu la solita prepotenza di Axl Rose a far restare chiuso in un
cassetto per tutto questo tempo. Il singer dei Guns N’ Roses, infatti, minacciò
di adire alle vie legali se i Johnny Crash avessero pubblicato il cd, visto che
i due musicisti sopraccitati erano appena entrati a far parte della sua band e
lui non voleva che il loro nome venisse associato ad altri gruppi. Come è facile
immaginare, tutto ciò fece sì che la casa discografica li scaricasse e i nostri
eroi si sciogliessero nel 1992. Pochi mesi dopo il bassista
Andy Rodgers è tragicamente scomparso in seguito ad un’overdose
di eroina, dopodichè di questa band si sono cominciate a perdere le tracce.
L’intraprendenza dell’australiana Suncity Records però ha fatto in modo che, a
16 anni di distanza dalla sua registrazione, questa perla nascosta del panorama
hair metal dei bei tempi che furono possa finalmente vedere la luce nella sua
interezza. Come avrete capito sin dall’artwork, che richiama quello del debut,
questo lavoro farà impazzire tutti quelli che hanno amato il primo album,
trattandosi del naturale proseguo del discorso incominciato nel lontano ’90.
Spesso accostati al filone sleaze, in realtà i Johnny Crash tendono maggiormente
verso l’hard rock più classico degli AC/DC, con una spruzzata di vecchi
Aerosmith qua e là (vedi “In The Groove”). Testi faciloni e spudoratamente
sessuali incarnano appieno il prototipo di sleaze release 80iana, sebbene, come
già sottolineato, è l’intramontabile rifferama à la AC/DC a farla da padrone. Il
chitarrista Christoper Stewart ed il nuovo innesto J.J. Bolt se la cavano alla
grande, ma a dominare è la voce coltivata a suon di Jack Daniel’s e alcolici
vari, tipica di questi dischi, del frontman inglese Vicki James Wright (con un
passato nei Tokyo Blade). Molti i pezzi da segnalare, fra questi “Ditch The
Bitch”, “When It Gets Hard”, “Monkey See Monkey Do”, “No Parole”, “Damnation
Alley” e “Mama Don't Care (What She Don't See)”, ma senza dubbio “Summer Daze”,
con una romantica armonica ed un arpeggio acustico che ricorda vagamente quello
di “Seasons Of Wither” degli Aerosmith, è quello che colpisce di più. Il disco,
così come il resto del catalogo dell’etichetta australiana, è disponibile sul
sito ufficiale
www.suncityrecords.com. Una capatina e un
bell’ordine sono caldamente consigliati! Rock’n’roll!