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Abbiamo raggiunto l’androgino Jann Wilde, leader di una delle band più interessanti dell’intera Finalndia: Jann Wilde & Rose Avenue. Si è parlato della storia del gruppo, ma anche del nuovo disco, Tokio Okei, dell’Eurovision, dell’inattesa squalifica e… di boy band!!!  

 

Ciao Jann, per prima cosa toglimi una curiosità: come mai avete scelto un nome così lungo per la vostra band?

È lungo, innanzitutto, perché contiene due nomi. All’inizio ci sembrava un po’ strano avere un monicker dal suono così retrò, ma al giorno d’oggi troppe band hanno nomi corti e quindi, a un certo punto, abbiamo capito che in questo modo ci saremmo differenziati dagli altri. Così, dopo una sonora risata, ci siamo convinti che si trattasse di una buona idea e l’abbiamo tenuto.

Com’è iniziato tutto?

Nel 2004 ho registrato alcuni pezzi a nome Jann Wilde e realizzato un demo che mi ha permesso di costruirmi una piccola schiera di fan. Nel frattempo ho conosciuto Ardé, che mi ha domandato di entrare a far parte del suo gruppo Rose Avenue e il resto è storia!

Hai suonato in altri gruppi prima dei Rose Avenue o sei sempre stato un cantante solista?

Ho fatto parte di altre band anche in precedenza, ma si trattava perlopiù di piccoli progetti. Ho scritto una marea di canzoni ma non le ho mai suonate dal vivo prima di entrare a far parte di questo gruppo. Quando avevo 10 anni stavo con una band di amici chiamata Fire Bird con cui ho registrato più di 20 musicassette, che posseggo tuttora.

Come descriveresti la musica dei Jann Wilde & Rose Avenue a chi non vi conosce?

La nostra musica è pop condito da molteplici influenze come new wave, punk e, ovviamente, 70’s glam rock con molta teatralità, atmosfera ed attitudine.

Come avete attirato l’attenzione della Hype Records?

Ci hanno visto suonare dal vivo, ci hanno contattato telefonicamente e, in men che non si dica, ci siamo ritrovati in studio.

Tokio Okei è un grandissimo album pieno di ottimi pezzi. Uno di questi si intitola "Mr. Wilde". Come mai un brano dedicato a te stesso?

Non è dedicato esattamente a me stesso, è un pezzo che parla della notorietà e dell’aspetto più divertente di quest’ultima. Ho solo usato Jann Wilde come un personaggio che potesse interpretare la parte del soggetto di questo brano. Racconta di quanto sia importante riuscire a ridere anche di sé stessi.

Qual è il significato del titolo del disco? Avevate altre idee prima di decidere per Tokio Okei?

Mi spiace, ma il perché del titolo del disco deve rimanere un segreto. Okay? Le canzoni parlano di situazioni, di momenti che possono cambiare le cose in un solo istante. Bang!  Tokio Okei è stato il primo nome che abbiamo scelto per l’album ed è venuto fuori sin dalla nascita di questo gruppo. Durante le scorse vacanze natalizie abbiamo scoperto l’esistenza di una band tedesca di nome Tokio Hotel e, di conseguenza, cominciato a pensare ad un nuovo titolo. Alla fine abbiamo deciso di mantenere questo perché ormai faceva parte della nostra storia. Inoltre nessuna delle altre idee andava bene per intitolarci un disco…


Nel booklet c’è una doppia citazione riguardante le New York Dolls, band che senza dubbio rientra fra le vostre maggiori influenze. Quali sono gli altri artisti del glam rock 70iano che apprezzi? Quali gruppi ascoltavi da ragazzo?

Dei gruppi di quel periodo amo in maniera particolare T-Rex e David Bowie, ma ci sono altre grandissime formazioni che apprezzo come Wizzard, Sweet e Roxy Music. Da ragazzo ascoltavo Manic Street Preachers, Suede, Oasis e un po’ tutto il brit pop. Ho ovviamente sempre adorato i Beatles, Herman's Hermits ed Emitt Rhodes. In seguito ho attraversato un periodo hard rock anni ’70 assumendo massicce dosi di Uriah Heep, Black Sabbath, Deep Purple e Led Zeppelin.

Qual è stato il primo disco che hai comprato?

È stato AC/DC - LIVE. Semptember 01, 1993. Ricordo anche il prezzo: lo pagai 189 marchi finlandesi.

Come siete finiti alle finali dell’ Eurovision Song Contest finlandese?

È stata la nostra casa discografica a svolgere il duro lavoro necessario a farci finire in mezzo ai grandissimi artisti, quasi tutti su major, che vi hanno preso parte.
È stata senza dubbio un’esperienza straordinaria!

Un’esperienza che però, all’inizio, vi ha causato parecchi problemi, perchè le vostre due composizioni sono state respinte in quanto non del tutto inedite, essendo state suonate alcune volte dal vivo in precedenza. Qualcuno ha parlato di mossa pubblicitaria per mettere in luce uno dei gruppi meno conosciuti della manifestazione, tu come rispondi a queste infamanti accuse?

Se fosse stato per pubblicità, sarebbe stata una mossa stupida, perchè mi è toccato scrivere due pezzi nuovi di zecca in una sola settimana. È stato terribile, te lo assicuro, in quei sette giorni non ho nemmeno dormito!


Così hai scritto in fretta e furia "Rock N Roll Dreams" e cantato: " You say we go too far but that's our choice, we use make-up and our music is awful noise".
È stato un modo per dire alla gente dell’Eurovision che non si dovevano aspettare la solita boy band che canta la solita, noiosissima, canzone d’amore?

 

Oh no, non esattamente! Non ci trovo nulla di male nelle boy band! Con quel verso volevo solo trasmettere un messaggio che dice di dimenticarsi di ogni tipo di limite. In realtà era riferito a chi non vuole ascoltare gruppi troppo famosi o che decidono di partecipare a una manifestazione prettamente pop come l’Eurovision. A noi di stupidaggini come queste e di regole imposte frega meno di zero! Io amo allo stesso modo Clash e Take That: se qualche rockettaro segaiolo ha qualcosa da dire… si faccia avanti!!!

Qualche episodio divertente accaduto all’Eurovision che vuoi raccontare?

Nulla da segnalare, a parte le nostre canzoni squalificate.

Cosa ne pensi dell’altra rock’n’roll band finlandese in gara, i Lovex?

Grandissimi quei ragazzi! Anche loro hanno i propri rock'n'roll dreams, esattamente come noi!

Cosa ne pensi del risultato finale?


Ovviamente che avremmo dovuto vincere noi.

Concluso l’Eurovision vi siete imbarcati in un mini tour con i Negative attraverso Germania, Austria e Svizzera. Com’è andata? Com’è un vostro live show?


Il nostro bassista René è caduto dal palco a Vienna ma per fortuna non si è fatto male ed il soundcheck è continuato regolarmente. Però è stato divertente! Suonare con i Negative è sempre un piacere, speriamo accada ancora e al più presto. Sarebbe bello dividere il palco anche con i nostri colleghi di scuderia Heijaste qualche volta! Com’è un nostro live show? Be’, prendi quattro persone che escono dall’armadio in cui stanno sempre rinchiusi e immaginati di metterli per 45 minuti sopra ad un palco! Per il resto, dal vivo penso solo a non sbagliare una nota e tenere bene il palcoscenico.

 

Indossate sempre dei costumi del tutto fuori moda, seppur bellissimi, si potrebbe quasi considerarlo il vostro marchio di fabbrica, non trovi?


Non proprio, ci vestiamo solo nel modo più oltraggioso possibile! Però hai ragione anche tu, i nostri non sono abiti da rockstar alla moda, infatti non usiamo nessun tipo di teschio e ossa! Ahahahah!

Scambiamoci i ruoli per un attimo: dai qualche consiglio ai lettori di Roxx Zone su qualche giovane e interessante band…

Oltre ai sopraccitati Heijaste ci sono tantissime band valide, vediamo un po’… mi sento di menzionare Dead By Gun e So Called Plan!

Prima di chiudere, cosa vedi nel futuro dei Jann Wilde & Rose Avenue?

Lo stesso che vedevo ieri e i giorni prima ancora. Non si può mai sapere cosa succederà. E questa forse è la cosa più divertente di questo gruppo.

 

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Photos by Mauri Pennanen

 

 

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