Ammetto di non amare particolarmente il cantato in italiano, in
quanto, opinione personale e contestabilissima, sia chiaro, lo ritengo poco
adatto al rock. Detto questo, bisogna riconoscere che qualcuno, nel corso degli
anni, è riuscito a far traballare, anzi, crollare come un castello di carte con
un soffio, questa teoria: Litfiba. E non sono l’unico esempio, sebbene forse il
più calzante. C’è qualcosa però che mi attira in questi J-27 e che mi spinge a
premere ancora il tasto repeat. La voce. “Dove l’ho già sentita?” mi sono
chiesto appena inserito il cd nel lettore? Ma certo, sul disco degli Smelly
Boggs! Marco Biuller, infatti, non è altro che Mark Ramsex con i capelli corti e
spogliato del pesante trucco che sfoggiava ai tempi dell’uscita di uno dei
migliori prodotti glam made in Italy. Un songwriting ispirato e testi mai
banali, caratterizzano un album che potrebbe fare la felicità degli amanti del
rock and roll 80iano che non disprezzano l’utilizzo dell’idioma italiano, e che
potrebbero apprezzare sino in fondo la proposta del combo toscano. Fra i pezzi
più riusciti “Pazzia”, “Mi Ferisci”, “TV” e “Sono Un Re”, con
le chitarre di M*a*m*O (Eurosmith) e Alex in grande evidenza ed un riffing degno
dei migliori Guns N’ Roses. Buona la produzione, molto curata (il disco è stato
masterizzato ad Hollywood dal noto produttore Tom Baker) e d’impatto.