HOLLYWOOD KILLERZ, Harry Kill Kill e Deadend -
Intervista a cura di Stefano
Gottardi
Dopo
essere stati piacevolissimamente colpiti dall’ottimo ep Grey Celebrations, siamo
andati a farci raccontare cosa bolle in pentola in casa Hollywood Killerz e Glam
Attakk. Come sempre attraverso le parole dei due leader Harry Kill Kill e
Deadend.
Innanzitutto complimenti per Grey Celebrations, un demo che, per produzione,
songwriting e atmosfera, surclassa il già molto soddisfacente Hittin’ The Star
del 2003. Che cosa è successo in tutto questo tempo, come mai per fare uscire un
altro lavoro ci avete impiegato cinque anni?
(Deadend)
Dal 2003 a oggi abbiamo cambiato 5 batteristi, e di conseguenza abbiamo avuto
una serie di stop forzati. A questo aggiungi che la band non è la nostra unica
priorità, e che noi siamo ritardatari cronici, nonché ritardati fisiologici, et
voilà. Ad ogni modo Grey Celebrations è solo un antipasto del cd a cui stiamo
lavorando, per cui mi auguro che non sarà necessario aspettare altri 5 anni per
sentire un po’ di nuovo materiale!
Come mai cambiate così tanti batteristi? Che cosa gli fate di tanto crudele da
farli scappare tutti?
(Harry)
In realtà non ho mai capito perché i batteristi non ci restano attaccati, il
fatto di cambiarne uno ogni anno sicuramente rallenta tutta la produzione con i
problemi che ti puoi ben immaginare. Forse siamo noi a essere troppo pretenziosi
e desiderarne uno bravissimo, bellissimo e che non scassi il cazzo: non saranno
mica richieste difficili da soddisfare no?
(Deadend)
Nessuna crudeltà, è colpa della riforma Biagi. La verità è che i batteristi ce
li manda l’Adecco, ma dopo un po’ siamo costretti a mandarli via…
Presumo che ingaggiare Lollo sia stata una bella mossa, considerato il rapporto
di amicizia che già preesisteva con lui e la sua band, i Francesco-C: come mai
non ci avevate pensato prima?
(Deadend)
Lollo prima di tutto è un nostro buon amico, oltre a essere un gran batterista.
Già in passato avevo pensato di suonare con lui, ma non si è mai concretizzata
la possibilità. Al momento ci sta dando una mano, ma è una soluzione temporanea.
Peccato…
(Harry)
Già, Lollo al momento ci sta dando una mano per non restare fermi, nel frattempo
stiamo cercando e facendo le dovute prove, ma non è escluso che sul disco ci
finisca la sua mano.
Parliamo di suoni: finalmente un demo degli Hollywood Killerz con una produzione
in grado di valorizzare i brani. Come vi siete mossi in questo senso?
(Deadend)
Abbiamo registrato la demo presso i nostri amici della Pink Noise, a Torino. La
differenza l’ha fatta lavorare assieme a due professionisti come Johnny e
Gianfra. Il risultato direi che è piuttosto soddisfacente, nell’ottica demo,
considerato che avevamo un budget e dei tempi piuttosto striminziti. Ovviamente
ci sono un po’ di difetti qua e là, ma chi se ne frega… il rock n roll per sua
natura è difettoso, no?
Io ho detto la mia in sede di recensione, adesso vorrei che foste voi a spendere
due parole su Grey Celebrations ed i cinque brani che contiene.
(Deadend)
“Girls R Dead” è il mio personale tributo ai Social Distiortion ed è la mia
preferita. Trovo poi che “Grey Celebrations” sia venuta particolarmente bene, ha
un bel tiro. Nonostante quello che pensano in molti, le uniche cose che la
accostano agli Hardcore Superstar sono un accordo e la parola “Celebration”,
eheheh. Piuttosto, nella strofa fa capolino una melodia à la Billy Idol di
“Dancing With Myself”, e i più attenti noteranno anche un piccolo tributo ai
Demolition23. Mi piace poi “Analyze/Paralyze”, un incrocio bizzarro tra Rachel
Stamp e Faster Pussycat. “All Tomorrow’s Parties” è caratterizzata da una delle
due chitarre con un LA leggermente scordato, infine “Miss Chemistry” contiene un
omaggio a uno degli stereotipi più classici del rock n roll…
(Harry)
Grey Celebrations è il cd della maturità musicale, anche se ci sono solo cinque
pezzi dimostra un salto in avanti rispetto ai nostri lavori precedenti ed è
comunque un assaggio di ciò che arriverà a breve. Sono particolarmente
soddisfatto della title track sia per quanto riguarda il testo sia per il
risultato finale del brano, un po’ cupo, disilluso e attualissimo, gli altri
pezzi si alternano tra diversi sentimenti passando da una schizofrenica
“Analyze/Paralyze”, un personalissimo elogio alla confusione, a una più
distaccata “All Tomorrow’s Parties”, che viaggia sul filo allegro/amaro dei
ricordi. “Girls R Dead” in effetti ricorda le atmosfere dei Social Distortion e
ne paga giustamente il tributo, mentre infine “Miss Chemistry” è un pezzo
leggermente retrò, personalmente mi ricorda il periodo anni ‘90 in cui il rock
n'’roll aveva perso la spensieratezza del decennio precedente, penso soprattutto
a band come i Soundgarden o a dischi come l'omonimo dei Mötley Crüe con Corabi
alla voce.
Molto bello anche l’artwork: chi lo ha curato e come mai lo avete scelto?
(Harry)
Mi occupo sempre io personalmente dell'artwork e per questa volta ho scelto
un'immagine cupa che si accostasse bene con i concetti espressi nel brano che dà
il titolo alla demo: ho selezionato la foto, ottenuto i vari permessi e l'ho
rielaborata in photoshop, ora però sto progettando la parte grafica del prossimo
cd e devo dire che nonostante sia solo in embrione, il progetto mi soddisfa
molto. Se volete vedere i miei lavori nell'ambito dell'arte figurativa e
dell'illustrazione, dovete farvi un giretto qua:
www.spaghettibomb.com.
Nel frattempo avete raggiunto quota dieci con il Glam Attakk: vi va di tirare un
bilancio sulle prime 10 edizioni di questo festival?
(Deadend)
L’ultimo Glam Attakk è andato veramente alla grande, merito anche di uno
“sbattone” senza precedenti. Abbiamo curato ogni dettaglio, investendo anche un
bel po’ di soldi nella promozione dell’evento affidandoci alla nostra agenzia di
stampa di fiducia, che stavolta si è a dir poco superata. Come risultato abbiamo
avuto un’ottima copertura mediatica sia sul web, che in radio, che sulla carta
stampata, a partire dalla colonna su TopGirl (yes!) fino a due pagine centrali
nella sezione spettacoli de “La Repubblica”. Spesso sento le band italiane
lamentarsi che la gente non muove il culo per andare ai concerti, ma mi
piacerebbe che riflettessero che non bastano un paio di bollettini su myspace o
il passaparola per attirare l’attenzione… Fino ad ora il Glam Attakk è sempre
stato in crescita, sarà difficile ripetere il successo di quest’anno, ma ci
proveremo!
(Harry)
Il Glam Attakk ha oramai compiuto i suoi primi 10 anni, se ripenso alle prime
spensierate edizioni del festival quasi mi commuovo, ultimamente il valore delle
band è nettamente migliorato e non parlo solo di quelle straniere che fanno da
ciliegina sulla torta a un festival tutto italiano, ma mi riferisco proprio alle
band italiane che in linea di massima anno dopo anno dimostrano sempre più
professionalità e competitività, segno che forse il rock n' roll di casa nostra
è quasi pronto per essere ascoltato anche fuori dai confini nazionali. Certo di
strada per arrivare al livello di altre nazioni molto più blasonate bisogna
ancora farne, ma ti posso assicurare che rispetto a dieci anni fa i gruppi hanno
affilato le proprie armi.
Qual è
la band per cui fareste carte false pur di averla al festival e quale un nome
invece più concretizzabile, anche in vista dell’edizione estiva che immagino
avrete ancora il piacere di organizzare?
(Deadend)
Stiamo lavorando all’edizione estiva, che quest’anno sarà sabato 5 luglio presso
il Colonia Sonora di Collegno (TO). Per maggiori dettagli vi invito a tenere
d’occhio www.glamattakk.net. Non posso ancora
sbilanciarmi in dettagli, posso dirti che mi sarebbe piaciuto chiamare i Babylon
Bombs, ma purtroppo sono impegnati… Le carte false le farei solo per i Poison,
ma chiaramente lo dico più che altro per sfizio e cazzeggio. Non vorrei mai che
qualcuno mi prendesse sul serio e venisse poi a rinfacciarmi che non sono
venuti! Bastano già le persone che non sono mai contente e snobbano le band
underground…
(Harry) Carte
false?
Farei carte false per avere forse i Buckcherry, mi piace la loro
capacità di essere attuali, avere un discreto successo, almeno oltreoceano, e
suonare un onesto rock n' roll senza troppi compromessi. Pensa che una volta
eravamo quasi riusciti, ma poi non se ne è fatto nulla, poco male, basta
aspettare che firmino per la Perris, che subentri Keri Kelly nella formazione e
facciano il tour Buckcherry/Pretty Boy Floyd/Tuff con una sola backing band e i
tre cantanti solisti che si alternano.
Come
sta la “scena” italiana secondo voi? Quali le giovani band più interessanti?
(Harry)
Non bisogna avere troppe aspettative dalla cosiddetta scena italiana, come
dicevo prima rispetto a qualche anno fa le cose sono migliorate e non poco, ma
per ora non ci sono ancora i presupposti per fare uscire una band a livello
competitivo per il mercato internazionale, mancano ancora tantissime cose
basilari, anche se i primi passi sono stati fatti, ma al momento la vedo...
grigia.
(Deadend)
Quel che pensiamo della scena italiana è inciso nella nostra demo, provate ad
ascoltarla al contrario!
Perché
nel 2003, quando sembravano esserci i presupposti per fare nascere qualcosa di
buono, con gruppi che si aiutavano e scambiavano date, ed un costante passaggio
sul suolo italico di vecchie glorie 80iane a cui fare da supporto, alla fine si
è concluso tutto con un “bel” niente di fatto? Che cosa non ha davvero
funzionato?
(Deadend)
Non vedo grosse differenze rispetto al 2003, a ben vedere in Italia sono sempre
mancate le basi per poter combinare qualcosa di buono con il glam rock. Se da un
lato il 99% dei gruppi non è disposto a fare sacrifici, sbattersi, curare tutti
gli aspetti a partire dalla lingua inglese (spesso e volentieri leggere una bio
o un testo a caso è a dir poco imbarazzante!) e si crogiola nel suo status di
rockstar incompresa, dall’altro mancano oggettivamente le condizioni culturali,
sociali ed economiche per dedicarsi alla musica con impegno professionale. Il
rock preso nel suo significato più ampio non ha la stessa dignità che ha in
molti paese esteri… da noi l’unico evento a carattere nazionale di musica
“popolare” è il Festival di Sanremo: non penso sia necessario aggiungere altro.
(Harry)
Non basta fare da supporto a una band che fa finta di essere i Bang Tango (tanto
per citarne una a caso) per uscire dall'anonimato, ci vorrebbe più
professionalità da parte di tutti, dei gruppi in primis, ma anche delle quasi
inesistenti etichette o dei "promoter".
Ok,
siamo alla fine ragazzi: a voi la parola… se volete togliervi qualche sassolino
dalle All-Star, insultare un paio di batteristi o semplicemente ringraziare
qualcuno, questa è senza dubbio l’occasione più propizia…
(Deadend)
Grazie a te per l’intervista, e mi raccomando, aspettiamo te e i lettori di Roxx
Zone al prossimo Summer Glam Attakk!
(Harry)
Grazie e ci si vede tutti al Summer Glam Attakk!