HELLCITY 13
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Hellcity 13
- 2007
(Break
A Leg Entertainment)
Ammetto
spudoratamente di aver scartato il pacchetto inviatomi dalla Break A Leg Entertainment
con una bramosia pari a quella con cui avrei strappato i vestiti a Tawnee Stone
se ce l’avessi avuta davanti alcuni anni fa! Improbabili paragoni con sogni
erotici vari a parte, il full-length della band finlandese è stata una delle
cose più desiderate da chi scrive in questo 2007: il motivo è la bontà del 3
track demo che faceva ben sperare per il debut album. Per fortuna le attese non
sono state tradite: il disco incomincia nel migliore dei modi con la trascinante
“In Love With Love”, singolo di cui è stato girato un interessantissimo
videoclip a cui ha partecipato il mostruoso bassista dei Lordi Ox, e che svela
subito la formuletta magica con cui il gruppo ha costruito questo cd. Hard rock
sporcato di goth (dark and beautiful streetrock la definizione coniata da loro)
con riferimenti alle principali influenze: Sisters Of Mercy, Black Sabbath,
Danzig, Hanoi Rocks e Guns N’ Roses ed un’alternanza fra voce maschile e
femminile davvero riuscita. Bravissimi i due cantanti Mika e Susannah,
comprimari e convincenti anche quando chiamati a guidare una strofa o un
ritornello. Massicce dosi di melodia si adagiano su tappeti tastieristici e
fughe oniriche e a cui fanno da contraltare la ruvidezza delle chitarre di LL
Stud e Tommi Mikael (decisamente ispirati e fantasiosi sia a livello di assoli
che di ritmiche) e la potenza di basso e batteria. Splendidi i cori, ricercati
gli arrangiamenti; qualche atmosfera riporta alla mente passaggi simili ad altri
ascoltati sui dischi di HIM, Chevi Eye, Glitz, Bloody Mary, New Dawn Foundation
e 69 Eyes pre-rimbambimento (era Savage Garden/Wrap Your Troubles in Dream), ma
la band mostra anche una certa personalità. Un’ottima produzione mette in
risalto un songwriting vincente sia quando esibisce il suo lato più fisico e
selvaggio (“American Psycho”, “One By One”, “Masquerade”), che quello più
nostalgico e malinconico (“Dead End”, “In Your Eyes”, “Is Anybody Out There”,
“Yesterday´s News”, “My World Has Stopped”). L’unico episodio fuori dal coro è
“Shortcut To Hell”, stilisticamente più vicino alla dance anni ’80 e senza
dubbio trascurabile. Il brano, piazzato al quarto posto della tracklist, fa
perdere per un attimo il senso dell’orientamento, ma per buona sorte viene
presto sommerso dal valore dei pezzi che lo seguono. A parte questo, gli
Hellcity 13 si confermano uno dei gruppi più interessanti del panorama finnico,
e sicuramente potranno stuzzicare l’appetito di chi al solito sleaze 80iano
preferisce un po’ di sano love metal, goth/glam o come volete chiamarlo.