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Lonny, Dev, Bobby, Traci: per chi non si fosse imbattuto per caso in questo sito, nomi così caramellosi forniscono già un buon indizio sul genere che questi quattro bambolotti truccatissimi ci propongono… eh sì, avete indovinato, bubblegum glam allo stato puro. Siamo nel pieno del medioevo del rock, Nirvana ed altre band con forti turbe maniaco-depressive dominano le classifiche di mezzo mondo, solo dei pazzi darebbero alla vita un cd di party glam poppeggiante e punkeggiante, gli Heart Throb Mob lo sono e a darne conferma e aprire le danze è la bellissima “Psycho”. Fin dalle prime note è chiaro che le risorse monetarie dedicate alla cura dei suoni sono piuttosto scarse, anzi, per dirla tutta, questo album sembra registrato nella cantina di mia nonna! Una volta appurata questa pecca, brani come “Rumor”, “You” e “Freaked Out”, con la voce sdolcinata del singer Lonny sempre sugli scudi, sono ottimi esempi di come avrebbero suonato gruppi come i Pretty Boy Floyd o i Poison se avessero avuto un’attitudine sonora più orientata verso il bubblegum glam. Ad aggiudicarsi il titolo di best song ci pensa proprio la prima canzone del trittico appena citato, “Rumor”, ottima dimostrazione di quanto ruffiano possa essere un giro di accordi quando chi lo compone ha smalto sulle unghie e lacca sui capelli. Resta comunque il fatto che, pur essendo questo un prodotto di nicchia, abbia indubbiamente influenzato futuri rocker cotonati come i teutonici Hollywood Teasze e il canadese Robin Black. In sintesi, Hit List sta al glam pop-punk come Bud Spencer a Terence Hill, oppure Starsky ad Hutch,oppure Cannavaro alla nazionale: reso l’idea? Voto:
Federico Miolo
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