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Nonostante questo album sia uscito ormai da parecchio tempo, ritengo sia giusto spendere qualche parola per la quarta fatica di Jocke Berg e compagni. Alcuni addetti ai lavori mi avevano parlato di “involuzione musicale” e di “disperato tentativo di riguadagnare i vecchi fan”, altri invece me lo avevano descritto come “la naturale prosecuzione dell’esordio”. Era ora di fare chiarezza e di dare un’ascoltata a questo oggetto misterioso. “Kick On The Upper Class” in effetti salta con un solo poderoso balzo lo scialbo Thank You (For Letting Us Be Ourselves) e l’interlocutorio No Regrets, andando a riprendere il discorso interrotto con l’adrenalinico Bad Sneakers And A Pina Colada, riportando così chitarre incazzose e sound aggressivo nel marchio di fabbrica del combo svedese. Indubbiamente anche le lancette dell’orologio fanno un bel salto indietro, per la gioia di coloro che come me, erano rimasti rapiti dall’esordio di questa band. Impossibile quindi aspettarsi sorprese ed innovazioni musicali da brani come “She’s Offbeat” e “We Don’t Celebrate Sundays”, lecito è invece pretendere che Jocke stupri le sue corde vocali oppure che Adde massacri le pelli della sua batteria, e tutto ciò avviene, ci mancherebbe. Lo standard qualitativo dei pezzi è decisamente alto, ciononostante segnalo la mia best song che non può che essere la favolosa “My Good Reputation” che ha dalla sua un incipit da paura ed una linea melodica davvero trascinante. Chiudo citando la furiosa “Wild Boys” provvista di un riff iniziale che equivale ad un vigoroso calcio in culo… dato a chi li credeva ormai decrepiti ed incapaci di posizionarsi nuovamente nell’olimpo della scena scan rock. Qualcuno ha male alle chiappe per caso?
Voto:
Federico Miolo
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