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Giovedì 20 febbraio 2003: una data che gli appassionati di musica difficilmente dimenticheranno; quella sera, infatti, 100 persone perirono (e oltre 200 rimasero ferite) in un incendio scoppiato durante un concerto dei Great White al club The Station, situato a Warwick, Rhode Island. Ty Longley, chitarrista del gruppo, fu uno di quelli che purtroppo morirono nel tragico rogo. A pagare, dopo un lungo processo, furono i padroni del locale e il tour manager della band, i quali a più riprese si accusarono senza mai chiarire davvero se un assenso all’utilizzo degli effetti pirotecnici fosse stato accordato o meno. L’episodio sconvolse il mondo intero e, ovviamente, Jack Russel & Co., che persero un “fratello”, diversi amici e moltissimi fan che erano ormai da anni abituati a vedere in prima fila ai loro concerti. Back To The Rhythm segna il ritorno al lavoro, alla propria passione, in qualche modo alla vita, dei Great White, un gruppo che da quel giorno vede il suo nome quasi sempre associato a questa disgrazia, ma che ha alle spalle 25 anni di onorata carriera. Risolti i problemi legati alle sue dipendenze, Russel ha riunito la formazione dell'ultima fatica da studio e aperto ufficialmente i festeggiamenti. Can’t Get There From Here risale al 1999, ma ascoltando il nuovo disco sembra quasi che queste 8 primavere non siano trascorse. Il chitarrismo di Mark Kendall assume sembianze sempre più tendenti al blues, le vocals di Jack Russell, seppur a tratti più grezze e roche rispetto al passato, pennellano melodie che profumano di anni ’70 e, se non riportano ai fasti di perle come Once Bitten e Hooked, si attestano comunque su livelli qualitativi medio-alti. Senza dubbio si può affermare con piacere che questi cinque (ex) ragazzotti sanno ancora come far emozionare i propri estimatori. La track list include due pezzi già ascoltati ai tempi di Thank You…Goodnight! (2002), live album che segnava lo scioglimento della formazione storica: si tratta di “Back To The Rhythm” e “Play On”. Da segnalare anche una cover di “30 Days In The Hole” degli Humble Pie, inserita come bonus track per l’edizione europea. Altri brani degni di nota sono il catchy up-tempo (co-firmato da Jack Blades, Jack Russell e Michael Lardie) “Here Goes My Head Again”, che mischia perfettamente Beatles e gli immancabili Led Zeppelin; la rocciosa e bluesy “Take Me Down”, che puzza di anni ’80 lontano un miglio; la ruffiana ma efficacissima “Neighborhood”; le immancabili ballad tristi e intimiste “Was It The Night”, “How Far Is Heaven?” e “Just Yesterday”; ma è nella classicissima “Standin' On The Edge” che è racchiusa tutta l’essenza del GW sound. E chi li conosce bene sa di cosa stiamo parlando. Unica nota negativa, una produzione leggermente deficitaria, che tuttavia non sminuisce il valore di un come back davvero pregevole. Russell, Desbrow, Kendall, Lardie, McNabb: signore e signori, lo squalo bianco è tornato ed è… still hungry!

 

 Voto: 

 

 

Stefano Gottardi

 

 

 

 

punto elenco

Track list

1. Back To The Rhythm  

2. Here Goes My Head Again  

3. Take Me Down  

4. Play On  

5. Was It The Night  

6. I'm Alive  

7. Still Hungry  

8. Standin' On The Edge  

9. How Far Is Heaven  

10. Neighborhood  

11. Cold World  

12. Just Yesterday  

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