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A un anno da Appetite For Destruction i Guns N’ Roses danno alle stampe una raccolta di brani live, cover e registrazioni acustiche, con l’intento di intrattenere i fan in attesa del nuovo album di inediti. Operazione commerciale, direte voi. Sbagliato! È troppo riduttivo relegare Lies nella categoria del 'batti il ferro finché è caldo', vuoi per la qualità proposta e vuoi per l’impatto che ebbe sull’opinione pubblica americana. I primi quattro pezzi altro non sono che l’ormai introvabile ep Live ?!*@ Like A Suicide (1986). Dissacranti, veloci e sporche, queste canzoni rappresentano il vangelo del rock and roll secondo i Guns. Viene pagato rispettoso tributo agli avi con “Nice Boys”, cover degli australiani Rose Tattoo (Angry Anderson ancora ringrazia) e “Mama Kin” dei primi Aerosmith. A chiudere il cerchio due perle inedite: “Reckless Life”, risalente al periodo Hollywood Rose e “Move To The City”, brano per l’epoca sofisticato fino all’azzardo, in cui si registra la presenza di un’intera sezione fiati. Esaurita la sbronza live, i ragazzacci registrano quattro pezzi completamente acustici, in presa diretta e senza sovraincisioni. Un delicato arpeggio e un mesto fischiettare introducono “Patience”, brano a cui spetta l’ingrato compito di esplorare per la prima volta il lato intimistico della band, destinato a diventare imprescindibile 'momento accendino' in sede live. Si prosegue con la scherzosa “Used To Love Her” (quel zuzzurellone di Axl non parla sul serio, non seppellirebbe mai la sua ragazza in giardino...) e la versione originale, rallentata e blueseggiante di “You’re Crazy”, nettamente superiore alla sorellina apparsa sull’album di esordio. Per finire, se già i testi di Appetite For Destruction non avevano brillato per tematiche politically correct, “One In A Million” rincara la dose scagliandosi contro tutto e tutti, finendo per diventare un clamoroso suicidio mediatico. Le liriche non risparmiano nessuno: cadono in ordine sparso 'niggers', 'immigrants' e 'faggots'. Si sa, quello che si pensa spesso non lo si può dire e anche chi in precedenza aveva espresso parole di apprezzamento per i nostri, ora li accusa di razzismo e omofobia, costringendo la band a togliere definitivamente il pezzo dalle scalette dei concerti. Musicalmente il brano è un blues ruvido, con un magistrale assolo spagnoleggiante sul finale e un cantato di Axl a dir poco fenomenale. Probabilmente l’ultimo grande pezzo dei Guns N’ Roses, l’ultimo barlume di sincerità. Quasi certamente l’inizio della fine. Ma questa è un’altra storia.

 

 

 Voto: 

 

Daniele Marinelli

 

punto elenco

Track list

01. Reckless Life

02. Nice Boys

03. Move To The City

04. Mama Kin

05. Patience

06. Used To Love Her

07. You’re Crazy

08. One In A Million

punto elenco Website url

web.gunsnroses.com

www.myspace.com/gunsnroses

 

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