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Report e foto di Cecilia "birdie" De Bernardi
Il glam anni ’80 è morto? Forse sì, ma quelli che lo facevano se la cavano ancora piuttosto bene. In queste vacanze pasquali ho avuto la fortuna di seguire il tour di Love/Hate, Bang Tango e Kristy Majors; le due date si sono svolte al Sottosopra di Este (PD) e alla Tana delle Tigri di Montegranaro (AP). La prima serata è iniziata un attimino in ritardo ma gli affezionati (e non era poi così pochi, mi aspettavo molta meno affluenza) hanno seguito lo show fino alla fine. Ad aprire, dopo le band di supporto, è stato Kristy Majors, che ho trovato in forma, nonostante un terribile raffreddore che lo perseguitava dalla Norvegia. Ha iniziato con “Dead, Jail & Rock n’ Roll” di Michael Monroe, tanto per dare la giusta carica al pubblico, a sostenerlo a dovere due componenti della band Fastback, che consiglio vivamente, e lo storico Chad Stewart - che oramai è più in tour che a casa sua - alla batteria. Successivamente il gruppo si è esibito in una cover dei Backyard Babies (i grandi americani che coverizzano degli svedesi, chi l’avrebbe detto?). Il chitarrista dei Fastback, Michael Thomas, ha eseguito una canzone della sua band e devo dire che questo gruppo mi ha piacevolmente colpito: spero tornino presto in tour in Europa. L’unica canzone dei Pretty Boy Floyd è stata “Junkie Girl”, che personalmente non conoscevo ma che ora apprezzo parecchio; Kristy si è poi esibito in una canzone del suo album solista, “Kids On Dope”, davvero niente male. È stata poi la volta della stessa line-up ma con alla voce Joe Lesté dei Bang Tango; devo essere sincera: la mia conoscenza della band originale è assai scarsa, ma lui come frontman non riesco proprio ad apprezzarlo. Comunque ha dato il meglio di sé in pezzi come “Someone Like You”, “Breaking Up A Heart Of Stone” e “Do What You’re Told”. Il problema è che si è messo in testa di fare una cover dei Guns N’ Roses, “Reckless Life”, che non è nemmeno facilissima da cantare visti i continui urli. In realtà non l’ha fatta nemmeno malaccio, ma dato che eseguiva una loro canzone, gli insulti ai Guns se li poteva pure risparmiare! In fine è stata la volta di Jizzy Pearl (alias “l’uomo più nebuloso del mondo”) che oltre ad essere headliner è stato veramente il migliore di tutti. Ha suonato pezzi come “Started Off”, “Let's Rumble”, “Why Do You Think They Call It Dope” e “Blackout In The Redroom” che già sono belli in sé, ma sentirli esattamente come nel cd, stessa voce, stessa carica è stato veramente magico. Nel complesso devo dire che i due concerti non si sono distinti così tanto l’uno dall’altro, c’era più pubblico nelle Marche ma il calore era lo stesso, e sinceramente non mi sarei aspettata di trovarlo. I gruppi spalla erano i soliti della scena: in Veneto Crackhouse e Pink Lizard e nelle Marche Radiovipers, Snakez (che non avevo mai sentito ma che mi hanno fatto una buona impressione) e Jacky Jail, un gran gruppo che meriterebbe di avere più possibilità. Questi tour purtroppo non renderanno mai come quelli delle band originali al tempo o come una sana band che fa qualcosa di nuovo, ma devo dire di apprezzare molto tutto questo. Io nemmeno volendo avrei avuto la possibilità di vedere questi gruppi ai tempi d’oro (piccolina lei! NdStefano), e già poter sentire le canzoni dal vivo cantate come si deve è molto, quindi consiglio vivamente al pubblico glam di apprezzare tutto ciò, perché si tratta comunque di una possibilità di farsi una bella serata con della buona musica, quindi, perché non approfittarne?
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