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Della bravura di questo gruppo italiano e della bontà del debut album Fill You Up With Five Star Gasoline, ve ne abbiamo già parlato in sede di recensione. Siamo andati a sentire che cosa avevano da raccontarci per bocca del disponibilissimo bassista Max Velvet.
Ciao Max, per prima cosa raccontaci un po’ la vostra storia. I Fuel From Hell nascono un bel po’ di tempo fa, nel 1998, con il chiaro intento di suonare rock’n’roll di ispirazione seventies ma in chiave moderna, specie nei suoni, e con energia adrenalinica. Di concerti in questi anni ne abbiamo fatti parecchi, proponendo uno show incendiario e avvalendoci spesso di un mangiafuoco, ballerine ed effetti vari: fumo, luci, ecc. La nostra prima release ufficiale è stata The Superfaka E.P., un mini-cd autoprodotto uscito nel 2001 e ora sold-out! Nel 2006 siamo comparsi su una compilation americana, Hollywood Hairspray vol. 6, ed abbiamo realizzato il nostro primo videoclip, visibile sui nostri siti e come traccia ROM del nostro singolo “Vampira (Call Of The Wild)”. Questo singolo è tratto dal nuovo album Fill You Up With Five Star Gasoline uscito su Go Down Records con distribuzione Audioglobe. "Heartbreaker" è il titolo della canzone finita su Hollywood Hairspray vol. 6 della Perris Records: come ci siete arrivati? Abbiamo semplicemente spedito un promo alla Perris e a loro è piaciuta tanto quella canzone. Ci hanno proposto di includerla nel sampler e noi abbiamo accettato subito. È una promozione incredibile per le nuove band ed è una compilation concepita per il mercato americano. La Perris ne fa uscire parecchie e le vende come il pane, anche perché da lì ogni tanto salta fuori, come dicono loro, “the next big thing”! Siete assieme da diversi anni, ma il vostro primo cd esce soltanto adesso. Come mai ci è voluto così tanto? Sì, è vero, sono passati un po’ di anni ma non siamo mai stati fermi, avevamo in piedi anche altri progetti musicali. Circa tre anni fa abbiamo deciso di fare sul serio e di concentrare le forze sulle nuove composizioni e sulla produzione di un album che ci soddisfacesse completamente. Abbiamo alle spalle anni di esperienza come musicisti e sapevamo cosa volevamo ottenere, quindi abbiamo semplicemente aspettato che i tempi fossero maturi per produrre un buon disco. Come avete trovato il contratto con Go Down Records? Diciamo per caso. Sì, adesso è un’etichetta indipendente affermata ma noi siamo in contatto con loro da circa tre anni e tutto è partito perché dovevamo partecipare ad una compilation con altri loro gruppi. Al tempo eravamo ancora in fase di pre-produzione dei nuovi pezzi ma quando il disco ha cominciato a prendere forma si è concretizzata la collaborazione. Per noi, avere il completo controllo sulla nostra musica e sul prodotto finale, è stato un bel vantaggio. Siamo più che soddisfatti di lavorare con loro e siamo solamente all’inizio. Fill You Up With Five Star Gasoline può vantare la produzione di Lorenzo Gavinelli e David Sion. Com’è nata questa collaborazione? Io e Dam Littmanen (il chitarrista. NdR) abbiamo suonato per anni con Lorenzo come batterista e ci conosciamo da una vita. Quando anni fa le nostre strade musicali si sono separate, lui ha continuato a sviluppare la sua passione per la registrazione, passione che lo ha portato ad avere uno studio tutto suo. Insieme a David Sion, che ha un background stellare fatto di collaborazioni con musicisti di fama internazionale, è nata la Moonbeat Productions. Loro due, oltre a gestire il Moonbeat Studio, si occupano di produzioni musicali non solo in ambito rock; è stata una cosa naturale quindi affidarci a loro anche perché tutte le passate produzioni dei Fuel From Hell si sono svolte nello studio di registrazione di Lorenzo Gavinelli. Con loro c’è una grande intesa ed amicizia! Quali sono le vostre aspettative adesso che il disco è finalmente fuori? Stiamo aspettando le prime recensioni ma abbiamo già avuto un piccolo assaggio del livello di gradimento del cd sul web, che è stato nei “Top Album” su Metallus.it (perché, su Roxx Zone no? NdR). Tutto questo servirà ad avere la maggior promozione possibile per il tour che stiamo preparando. Per noi l’uscita del cd è solo il primo passo e non un punto di arrivo e vogliamo farci conoscere sempre di più suonando in giro! Come nascono i testi delle vostre canzoni? Come mai avete scelto di non inserirli nel booklet del cd? I testi nella musica rock sono generalmente disimpegnati, o sono totalmente superficiali tipo sesso, donne, alcool e macchine veloci oppure parlano di esperienze personali, storie o stati d’animo. Diciamo che i nostri sono a metà strada e dipende dal momento visto che vengono creati molto istintivamente partendo da un’idea. Spesso partiamo da un ritornello che funziona bene, una frase e poi il resto. Il fatto di non stamparli è una cosa dovuta un po’ al fatto che effettivamente lo spazio a disposizione sul booklet era poco ed un po’ perché fondamentalmente sono facili da capire anche senza il testo scritto. Li renderemo presto disponibili sul nostro sito. Avete partecipato al tributo ai Motley Crue, All In The Name Of..., pubblicato dall'americana Versailles Records. Ti va di parlarne? Certo! Il tributo uscirà a Giugno 2007 e siamo totalmente eccitati dall’idea. Anche in questo caso la cosa è nata allo stesso modo dell’altra compilation: il nostro promo gli è piaciuto molto ma a livello di uscite discografiche sono già completo per i prossimi anni! La cosa veramente notevole è la partecipazione a questo tributo di nomi incredibili della scena hair metal americana come Jizzy Pearl (LOVE/HATE, RATT), Phil Lewis (L.A. GUNS), Erik Turner (WARRANT), Frankie Banali (QUIET RIOT), Keri Kelli (SLASH'S SNAKEPIT, RATT, WARRANT, SKID ROW, ADLER'S APPETITE), John Corabi (MÖTLEY CRÜE, UNION), Fred Coury (CINDERELLA) e molti altri! Parlaci del vostro sito internet: quant’è importante al giorno d’oggi averne uno? Direi fondamentale! Oggigiorno per una band non essere visibili in rete significa quasi non esistere… Sembra stupido ma internet è la prima vetrina per un gruppo e permette una visibilità completa. Io gestisco personalmente i nostri siti www.fuelfromhell.com e www.myspace.com/fuelfromhell e li tengo aggiornatissimi. Il nostro sito ufficiale è molto intuitivo da consultare e soprattutto velocissimo da caricare, abbiamo volutamente evitato tutte quelle animazioni che appesantiscono i siti pur rendendo piacevole ed accattivante la veste grafica. Visto che l’hai citato, cosa ne pensi del fenomeno MySpace? Ho scoperto MySpace per caso navigando in rete un paio di anni fa ma avevo subito intuito le potenzialità di interazione fra le persone e le band. Oramai più che un fenomeno è un vero e proprio strumento indispensabile ed è superiore persino alla funzionalità di un sito isolato nel mare di internet. L’idea vincente di MySpace è l’interazione fra gli utenti e il fatto che tutte le maggiori band al mondo abbiano una pagina ne è la dimostrazione. In quest’ultimo periodo sono sbarcate, o stanno per sbarcare, in Italia diverse gloriose band del passato, o perlomeno quello che ne resta. Mi riferisco ai vari Faster Pussycat, Bang Tango, Love/Hate, Nasty Idols: cosa ne pensi? Che è giusto che i giovani riscoprano le vecchie glorie, oppure che sono soltanto delle cariatidi che "rubano" spazio alle nuove leve? Molte di queste band esistono tuttora per ragioni puramente economiche e non hanno neanche dei nuovi dischi in uscita, ma è comunque un fatto positivo che vadano in tour perché richiamano ai concerti molti vecchi fan, così come i giovani incuriositi da personaggi con alle spalle anni di eccessi e successi. Non credo che questo fatto tolga spazio a nessuno, anzi, potrebbe dare più visibilità ai gruppi meno noti che aprono i loro show. Recentemente avete suonato di spalla agli L.A. Guns: li avete trovati in forma? Com’è stata quest’esperienza? Per allacciarmi alla domanda precedente a noi è successo di avere una pubblicità notevole per le due date fatte con loro. Tracii Guns è un grande in tutti i sensi! Un axe-man strepitoso alla sei corde, una persona gentilissima e simpatica ed è il punto focale di questo reunion tour. Diciamo che si sente la mancanza di un Phil Lewis alla voce ma tutto sommato sentirli proporre dal vivo dei classici tratti dal loro primo album è comunque una scarica di adrenalina. Dividere il palco e soprattutto il backstage con loro è stato forte ma non posso entrare nei particolari: sembrava veramente di essere negli anni ‘80 con TUTTO quello che si sentiva raccontare sui giornali… Consiglia ai nostri lettori un gruppo poco noto che vale la pena riscoprire. Lì per lì mi vengono in mente i Desperado di Dee Snider, fautori di un puro rock’n’roll grezzo, il cui unico album del 1990, Bloodied, But Unbowed non è mai uscito ufficialmente (uscì sottoforma di bootleg nel 1996, pochi mesi fa lo ha pubblicato ufficialmente l’inglese Angel Air a nome Ace. NdR). Parlando invece di gruppi storici, magari meno noti ai più giovani, consiglio di riscoprire i The Faces con Rod Stewart alla voce, che per noi rappresentano forse l’apice della musica rock. Com’è la vostra città, quali opportunità offre ad un gruppo rock’n’roll? Trieste è un bel posto abbastanza tranquillo dove vivere, ecco, ho detto tutto... ma secondo te Hollywood è tranquilla?!? Purtroppo qui non ci sono opportunità, mancano soprattutto i posti dove esibirsi e noi abbiamo rinunciato da anni a provarci. Per contro Trieste ha il vantaggio di essere sul confine con la Slovenia, vicinissima alla Croazia e non lontana dall’ Austria, quindi possiamo muoverci facilmente verso questi posti, infatti in passato abbiamo suonato più all’estero che in Italia! Siamo alla fine, a te la parola Max… Colgo l’occasione per ringraziarvi dell’opportunità e per consigliare ai lettori di dare un’occhiata ai nostri siti www.fuelfromhell.com e www.myspace.com/fuelfromhell per conoscere meglio il mondo dei Fuel From Hell. Saluto tutti i rocker sintonizzati con la promessa che presto verremo dalle vostre parti a schitarrare come si deve il nostro rock’n’roll!!!
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