Modena
stazione di Modena, si scende al People. Stasera sono a meno di un milione di
anni luce da casa e colgo l’occasione per andar a curiosare sulla scena locale:
Freakout!. Suonano da sempre, li adoro da prima, negli ultimi anni si sono
sciolti, sono tornati assieme, hanno rimaneggiato la line-up (e sostanzialmente
la loro proposta musicale) e come ogni buon gruppo sono un po’ incasinati. Bacco
(basso e voce) e Macca (batteria) rimangono il nucleo storico della band, a loro
si sono uniti ormai da qualche anno Gor (sinth e voce) e Flinky (chitarra). Una
formazione sanguigna, fresca, che unisce l’esperienza maturata in anni di live
ad un suggestivo immaginario fatto di fantascienza vintage, horror b-movies e
videogiochi ad otto bit. I Freakout! amano definirsi un gruppo electro punk, ma
mescolando una primitiva new wave dalle grandi aperture melodiche, beat euro
disco, uno spruzzo di glam rock settantiano, rasoiate punk d’annata ed un
pizzico di tradizione trash italiana, vi assicuro sono molto di più.
L’intelligenza, il sarcasmo, la voglia di divertirsi e divertire in una specie
di frontale inevitabile tra Japan, Devo e Camerini, riescono sempre a
coinvolgerti e farti venire voglia di ondeggiare il posteriore a tempo di
musica. Anche questa sera la band decide di non smentirsi: dall’ iniziale “Freak
Cheers”, in equilibrio tra Chicks On Speed e The Hives, è chiaro che ci stiamo
per divertire un casino. “Viaggio Spaziale” è urgente con sfumature settantiane,
quasi progressive. Adrenalinica la versione di “Tanz Bambolina”: per un momento
si materializza lo spettro dei Super B, subito fugato da Bacco che percuote il
suo Rickenbacker con movenze plastiche degne del miglior Gene Simmons, mentre
Flinky si agita convulso mettendo alla prova le più elementari leggi
dell’equilibrio. “Electroride” incalzante e melodicissima ripercorre sia nel
testo che nella musicalità la preistoria dei videogiochi, veramente un
gioiellino. Bacco cede il microfono a Gor per “Tragedy” e… ma che caz@#?!
Richard Sanderson?! Che canta punk?! Non so spiegare come ma è subito tempo
delle mele, però senza limonare, sarà colpa della vocalità morbida, da bravo
ragazzo, del fascinoso tastierista. Gor continua con “In Discoteca”, dove echi
di Bluvertigo e Subsonica vanno ad intrecciare un’analisi fredda e razionale di
una realtà che di razionale ha ben poco. “Dandy Boy” e “Wake Up In A Disco!”
continuano sulla stessa scia con sfumature più pop funk, tra Prince e Stevie
Wonder, con i groove di Macca che guidano l’ intera esecuzione.
I Freakout!,
grazie allo stratagemma narrativo della delegazione spaziale inviata per
studiare gli usi e costumi dell’uomo, trovano un modo sia lirico che musicale
fresco ed accattivante per esprimere il loro punto di vista. Bacco appoggia il
basso e si dedica completamente al microfono per “Manichini”: con il suo testo
horror trash ed una musicalità figlia dell’elettronica più oltranzista, ricorda
da vicino i Suicide di “Ghost Rider”. Il concerto si chiude con “Vorrei Essere
Un Suono”, pezzo danzereccio con tanto di Gor al “pitch” e piccola suite
strumental-rumoristica. Lo show finisce, siamo felici, sudati fradici, la band
ha dato tutto; non volevamo niente di più e niente di meno. Li dovete vedere!