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Cos’è succeso ai Feiled? Su Testify non c’è la minima traccia di quel romantico love metal che faceva della malinconia e dello scoraggiamento il proprio punto di forza, né di quelle tastiere (sempre pronte a dare quel senso di mistero ed incertezza) che, alla fine dei conti, potevano venire considerate il marchio di fabbrica del combo finnico. A due anni da Midnight Poems esce un disco che mostra i Feiled sotto ad un aspetto del tutto inedito, le influenze dichiarate, del resto, non lasciano spazio a dubbi: Jeff Buckley, Muse, A Perfect Circle, Nick Cave, Incubus, Elliott Smith. Niente a che vedere con quel sound tipicamente finlandese di gruppi come Negative, Charon, Chevi Eye, New Dawn Foundation e Soul Relic, a cui il precedente lavoro poteva essere tranquillamente accostato. Anche la scelta della cover, “Just Like Heaven” dei The Cure, mette in evidenza l‘indirizzo sonoro preso dalla band; probabilmente l’unico brano a ricalcare in qualche modo le orme del passato è la lenta “Last Hope Motel”. Troppo poco per chi ha amato alla follia lo splendido predecessore, anche troppo per chi HIM e gruppi affini non li può proprio digerire. In seguito all’uscita di questo album, il cantante Anton, leader carismatico e responsabile dell’intero songwriting, ha sostituito tutti i musicisti re-inventandosi completamente la band. O forse sono stati loro ad abbandonarlo scontenti per il netto mutamento stilistico? Chissà. Pollice verso comunque…
Voto:
Stefano Gottardi
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