FAITH AND FIRE
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Accelerator
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2007
(Metal
Heaven/Frontiers)
Il
bravo Mike Flyntz, chitarrista dei Riot, durante i momenti morti della band
madre, ha pensato bene di mettere su questo progetto, affidandosi alle capacità
di musicisti del calibro di Tony Moore (ex vocalist Riot), Danny Miranda (basso
dei Blue Oÿster Cult e recentemente nei “nuovi” Queen) e
Johnny Miceli (già batterista di Meat Loaf e Rainbow). Sin dal primo ascolto si
può tranquillamente affermare che ha fatto centro, infatti l’album è una
raccolta di brani molto ispirati, che vede l'alternarsi di diversi generi come
l’hard rock, il metal classico e qualche sprazzo di sonorità più moderne.
“Ready” è più che convincente, sostenuta dall’ ottima voce di Moore e da un
gradevole refrain, mentre la più “epica” “Villanelle” si distingue per l’ottimo
assolo di Flyntz, che può finalmente mostrare la sua tecnica, non essendo
soffocato dall’ingombrante presenza del funambolico Reale come invece accade nei
Riot. “Everything” e la veloce “Radio Superstar” puntano maggiormente sulla
melodia, risultando ancora una volta canzoni piacevolissime da ascoltare. La
gustosa ricetta musicale dei Faith And Fire è costituita da un songwriting molto
orecchiabile e da una buona tecnica che non eccede mai in virtuosismi
esasperati, ma che anzi sfrutta la semplicità come arma vincente, rendendo i
brani immediati all’ascolto: un esempio calzante è il pezzo che dà il nome al
gruppo, dal piglio più hard rock e squisitamente melodico. C’è anche spazio per
una ballad ispirata come “Breathe”, per due fantastiche power metal song come
“Fallen” e “America” (qui la voce di Moore tocca picchi acutissimi) e per la
title–track, in cui, a livello compositivo, ci deve essere sicuramente lo
zampino di Miranda, vista la somiglianza con le ultime cose dei B.O.C. C’è
dunque da sperare che questo non sia solo un progetto estemporaneo di Flyntz, ma
una vera e propria band e che ad Accelerator possa seguire un come back di tale
portata.