Se
Slang rappresenta una sbandata occorsa alla band a metà degli anni ’90, Euphoria
è il tentativo un po’ maldestro di rimettersi in carreggiata. L’atrwork ed i
suoni ricordano molto lo stile Adrenalize, ma il discorso è ben diverso per
quanto riguarda i contenuti. I Leppard sembrano in confusione e imbarazzanti
appaiono brani come “21 st Century Sha La La La Girl” (???) e “All
Night”. Peccato, perché il primo singolo “Promises” sembrava riportare alla luce
pezzi orecchiabili e di facile assimilazione sullo stile di “I Wanna Touch You”,
ma i ragazzi hanno un po’ esagerato con la componente pop. “Demolition Man” ha
un gran tiro così come “Back In Your Face”; “Paper Sun” incarna il lato più
serio del gruppo e paragoni con “White Lightning”, “Tonight” o “Gods Of War” non
sembrano fuori luogo. Il disco però si regge su questi pochi episodi degni di
nota e “Guilty” (fotocopia di “Stand Up”), “Goodbye” e “To Be Alive”, pur
essendo piacevoli da ascoltare, non riescono a centrare l’obbiettivo e risultano
dei semplici riempitivi. “Kings Of Oblivion” riporta paurosamente alla luce le
sonorità di Slang, lasciando all’ascoltatore il tremendo dubbio che la band
abbia pensato ad un ennesimo cambio di rotta che li riavvicini al recente, cupo,
passato.