Sei
anni dopo il debut album, gli Enuff Z’Nuff hanno alle spalle molto dischi
venduti (anche se forse meno di quelli che sarebbe stato lecito aspettarsi),
concerti e tour da capogiro (con Mr Big, Nelson, Poison, etc), Ricky Parent
dietro le pelli e il membro originale Gino Martino alla sei corde al posto di
Derek Frigo, da poco fuori perché ancora una volta alle prese con i suoi
problemi di droga. L’apertura affidata a “Stoned” mostra con chiarezza che
musicalmente nessun passo avanti è stato compiuto rispetto agli esordi: le
composizioni di Tweaked, seppur avvolte da una patina oscura, potrebbero essere
benissimo state scritte nel 1989. Se questo, da un lato, può forse soddisfare i
fan di lunga data, dall’altro segna anche una sorta di limite che, purtroppo, i
“fratellini” Donnie e Chip non sono (quasi) mai riusciti a varcare nel corso
della loro carriera. Il disco, dalla criticatissima copertina, è il secondo a
non uscire per una major e forse l’oscurità di cui abbiamo fatto accenno qualche
riga più su è attribuibile all’umore della band, che tuttavia non rinuncia
nemmeno in questa occasione ai soliti ritmi scanzonati e mielosi. Chi li amava
di sicuro non sarà rimasto sorpreso di ascoltare canzoni come “Bullet From A Gun”,
“Mr. Jones”, “Style” (outtake di Strength)
e “Has Jesus Closed His Eyes”, queste ultime due con lo storico Derek Frigo alla
chitarra. Più convincente appare però il tentativo di indurire leggermente il
sound messo in atto con “Life Is Strange” (dal tiro quasi grunge), anche se a
diventare un classico sarà un pezzo dallo stile retrò come “We’re Allright”.
Nulla di nuovo sotto al sole, come sempre, ma forse il bello degli Enuff Z’Nuff
è proprio questo…