Quel logo…
quel nome.. quella voce… tutto ancora lì, come prima, sebbene siano trascorsi 10
anni dall’ultima zampata a firma Dirty Looks: stentiamo quasi a credere di
ritrovarci fra le mani il nuovo lavoro di questa storica band americana. Ok, non
parliamo di un gruppo macina-soldi come KISS, Aerosmith o Bon Jovi, ma, ai veri
amanti della scena hair metal degli 80’s, la vista di questo full-length non può
che fare scendere la classica lacrimuccia che incornicia il viso in un sorriso
di compiacimento. Henrick Ostergaard, nel corso degli anni, è stato spesso
accusato di essere un clone di Bon Scott, e forse in qualche modo lo è.
L’influenza che gli AC/DC hanno avuto su questa band è chiara, tuttavia la press
release, che descrive Gasoline come un ritorno alle origini citando la mitica
formazione australiana, ci trova in disaccordo. Ispirazione è senz’altro un
termine più consono. Il contesto in cui il gruppo della Pennsylvania si muove
sapientemente, rimescolando le carte in tavola e aggiungendo “elementi
scandinavi” che rendono la proposta più attuale e stuzzicante, è il caro,
vecchio sleaze rock di metà anni ’80 che ha reso grandi album come Cool From The
Wire e Five Easy Pieces. La voce di Ostergaard, probabilmente trattata a suon di
Marlboro & Jack, è più ruvida e sleazy che mai; le chitarre, aiutate da una
produzione più moderna, graffiano come gli artigli di una pantera pronta a
sbranare la sua preda. I pezzi funzionano, bombe a mano del calibro di “Doesn’t
Count The Juice”, “Second Chance (Didn’t Take It)” (a tratti sembra di sentire
gli Hardcore Superstar!), “If The World Stopped Spinning”, “Wake The Sky”, “I Am
That I Am”, sono quanto di meglio si possa chiedere a un cd di questo genere.
Questa nuova versione targata Perris Records (l’album è già uscito sottoforma di
autoproduzione) vanta due bonus track co-composte e suonate dall’ex chitarrista
Paul Lidel, reso famoso dalla militanza nei Dangerous Toys, il cui cantante
Jason Mc Master compare come ospite al basso nei due brani in questione. Non ci
sono scuse, quindi, per non accaparrarsi una copia del disco, a meno che non si
sia mai potuto soffrire l’hair metal (e questo gruppo) ma se così fosse,
verrebbe spontaneo domandarsi per quale assurdo motivo stiate leggendo queste
poche righe…