Ecco il tipico esempio di album da ascoltare e giudicare senza
pregiudizi. Se non siete americani o amanti dei programmi televisivi
di oltre oceano non incorrerete certo in questo pericolo. Il signor
Chris Daughtry, infatti, è uno dei protagonisti della trasmissione
American Idol, una specie di Amici in versione USA, ma che
evidentemente sortisce ben altri risultati. Non ci troviamo infatti
davanti all’Antonino della situazione ma ad un professionista
supportato da un’ottima band di musicisti. Il disco di esordio di
questo ragazzo è un concentrato di splendidi gioielli di modern rock
che non faticheranno ad entrarvi in testa fin dal primo ascolto ed a
rimanervi per lungo tempo. Lo stile è un perfetto mix tra melodie
estremamente immediate ed accattivanti e la giusta dose di rock. Il
paragone più immediato è quello della generazione di gruppi post
Nickelback mischiati alla nuova vena nu-breed di band come Dakona,
Hinder, Closure & Co. Le prime quattro tracce sono da prendere in
blocco e da mettere in un’ipotetica antologia del genere. La voce di
Chris è molto vicina alla timbrica di Alex Band (The Calling) ma
l’interpretazione richiama alla mente Chad Kroeger (Nickelback).
“It’s Not Over” è il brano che apre il disco e anche quello più
vicino al gruppo canadese, il ritmo cala con “Used To” e “Home”
singolo di esordio della band; due mid-tempo che si aprono su cori
impossibili da dimenticare. Si torna a salire sempre senza eccessi
con “Over You”, altro pezzo da 90 del cd; in “What I Want”, oltre
alla presenza di Slash come guest, arriviamo a toccare il punto più
hard rock del disco. Le chitarre si fanno più presenti e pesanti e
anche su questi territori il gruppo dimostra di sapersi muovere con
estrema disinvoltura. Tutto il lavoro si snoda su valori eccelsi ed
anche le tracce non citate non sfigurano e mantengono un livello
qualitativo molto alto. In chiusura troviamo un paio di versioni
acustiche che nulla tolgono o aggiungono ad una prova degna di
rientrare tra le migliori del genere del 2006.