Copertina rosa, zebrata. Look da glam band bovara di terza categoria. Pose da
rockstar mancate. Tutto lascerebbe intendere che i Danger siano il classico
gruppo per cui il writer dal rossetto facile di turno si venderebbe anche
l’ultimo, fottuto, foulard leopardato della sua preziosa collezione. E invece il
combo svedese si ispira a gente come Iron Maiden e Raven, pur senza possedere né
la classe dei primi, né tanto meno lo stile irriverente dei secondi. A dirla
tutta, sommando immagine e sound, i Danger sembrano al massimo la brutta copia
dei Lizzy Borden, brutta al punto di rendere davvero difficile l’ascolto di Keep
Out senza ritrovarsi inconsapevolmente fra le braccia pelose di Morfeo. Tutti i
clichè tipici dell’heavy 80iano fanno la propria inesorabile comparsa uno dopo
l’altro, sia a livello prettamente sonoro che lirico (l’epica cavalcata
taglia-gambe “The Curse” ne è un esempio perfetto) e, volendo ben guardare,
l’album non è nemmeno registrato così bene, specialmente per quel che concerne
le parti di batteria. Un mix fra i sopraccitati Lizzy Borden, Pretty Maids,
Crimson Glory e Helloween (con le dovute proporzioni, sia chiaro), questo è
quello che passa il convento, ma, se non siete del tutto “religiosi”, è meglio
che ve ne teniate alla larga. In caso contrario, preparatevi a relegare il disco
nello stanzone dei cattivi, in castigo a prendere polvere al buio. Keep Out?
Keep Off!