Report e foto di
Patrizia Cogliati - Musicphoto.it
Arriviamo in piazza
Martiri della Libertà a Carpi che sono quasi le 18,
sotto un sole più che cocente, tanto che avremmo
preferito stare davanti un forno a legna in pizzeria
per trovare un po’ di refrigerio!
Ma è un
bellissimo scenario, la terza piazza più grande d'Europa, e tra qualche ora si
terrà il concerto dei Daemonia del Maestro Claudio
Simonetti.
(Piccola
nota personale, se mi è concesso: è la prima volta che mi trovo a recensire uno
show di questa band, a cui devo moltissimo, sia per l'amicizia che da anni mi
lega a loro, sia per essere stati la mia ispirazione quando iniziai a
fotografare gruppi dal vivo).
Questa sarà
una serata particolare e molto interessante, chiude infatti la prima edizione di
Immagini tra le note, promossa da Carpi Estate ed organizzata da
Pietro Rustichelli in collaborazione con il web magazine Colonnesonore.net, prima ed unica
rivista italiana ad occuparsi del mondo delle colonne sonore, per rendere
omaggio al compianto artista carpigiano Carlo Rustichelli.
Sarà
Massimo Privitera, vicedirettore della testata e promoter per Canale 5, ad
offrire al pubblico un'intervista-incontro con Simonetti, il quale racconterà i
suoi progetti presenti e futuri, dall'imminente musical di Profondo
Rosso ai retroscena della realizzazione della colonna sonora dell'ultimo
film di DarioArgento, La Terza Madre, in uscita il
prossimo 31 ottobre.
Ed è quindi
il momento di dare il benvenuto ai Daemonia, che appaiono "diabolicamente"
dietro la nebbia artificiale e sotto le immancabili luci rosse.
Giustamente
si parte con "Demoni", che Simonetti scrisse per l'omonimo film diretto
da Lamberto Bava nel 1985, nella versione rivisitata e molto più "metal" che
troviamo sia nel primo album della band DarioArgento Tribute che
nel successivo Live or… Dead, un live spettacolare realizzato con la
Movie Strings Orchestra.
E rivisitate
sono anche tutte le altre storiche colonne sonore del Maestro (sarebbe stato
carino riascoltare "College" versione heavy però… ehehheh) che ha saputo
scegliere 3 musicisti eccezionali come Bruno Previtali alla chitarra,
Federico Amorosi al basso e Titta Tani alla batteria (già singer di
Dgm e Astra) per interpretare in maniera ancora più oscura e
tenebrosa queste canzoni.
Un viaggio
lungo il mondo del cinema horror, tra L'esorcista e Halloween,
Tenebre e Inferno da cui Claudio ci propone le bellissime note di
Keith Emerson e la terrificante "Mater Tenebrarum".
Oltre che un
vero Maestro e un artista senza eguali, Simonetti riesce anche ad intrattenerci
con una serie di macchiette esilaranti, insieme agli altri ragazzi della band,
ed è davvero coinvolgente quando sulle note di "Suspiria" rende
protagonista tutta la piazza nell'intonare il mitico e demoniaco "la-la-la-la”…
Quando
arriva il momento di “Opera” sono emozionata come la prima volta che l’ho
ascoltata dal vivo: un brano in cui credo ci sia uno dei più romantici pezzi di
pianoforte mai eseguiti in un film. E non è da meno l’assolo di Previtali, che
commuove e stringe il cuore, un assolo in cui traspare tutta la pura ed immensa
passione di un chitarrista tanto tecnico e eccellente quanto umile. Cosa che
manca a moltissimi dei chitarristi del panorama musicale italiano, certamente
molto più sopravvalutati di Bruno.
Fra l’altro
e senza offesa, personalmente trovo decisamente migliore la versione di questo
assolo eseguita da Previtali piuttosto che dal primo chitarrista di Dario
Argento Tribute, Nicola DiStaso.
Restiamo
sempre intorno ai primi anni ’80 ascoltando “Phenomena”, uno dei primi
brani in Italia in cui è stata associata la voce di una soprano ad un pezzo di
musica rock.
Molto
toccante anche l’esecuzione di “Gamma”, opera del padre di Claudio,
Enrico Simonetti, che nei lontani anni ’70 fu l’unica canzone a spodestare “Profondo
Rosso” dal primo posto nelle classifiche italiane.
Un po’ di
spazio da dedicare agli ultimi due film di Argento, Non ho sonno (che per
l’occasione ha visto riuniti i Goblin) e Il cartaio seguite dalla
macabra nenia infantile “Mad Puppet” di Giorgio Gaslini, che ha
firmato insieme ai Goblin per l’appunto il capolavoro dell’horror italiano.
Anche in
questa canzone Claudio ha voluto farci divertire trasformandola in una polka…
ahahhahah!
Siamo
veramente giunti alla fine e dopo un potente assolo di batteria ecco udirsi
nell’aria le grida agghiaccianti dell’assassina che rimane decapitata in un
ascensore…è proprio lei: “ProfondoRosso”. Ovviamente accolta da
un’ovazione del pubblico numerosissimo e ricco di personaggi bizzarri, dalle
mamme con i bambini, i “pirati dei caraibi”, qualche metallaro, alle simpatiche
“nonnine” che tengono il tempo battendo i piedi.
È
assolutamente strabiliante vedere quanto una canzone che ha la bellezza di quasi
30 anni riesca a coinvolgere un pubblico di tutte le età, e riesca ad
appassionare ogni generazione da quando è stata scritta.
Sarò pure
ripetitiva ma sono convinta che solo un vero Maestro possa essere capace
di realizzare tutto questo.
Claudio
Simonetti è senza dubbio uno degli artisti di maggior spessore di cui il nostro
paese deve essere fiero ed orgoglioso.
Ed insieme a
lui, tutta la band merita solo scroscianti applausi, sia per la bravura a
livello professionale che per l’enorme simpatia di ognuno, che non rifiuta mai
un autografo od una foto insieme ai fan, e che gli dedica ore intere dopo ogni
show.
Sono
veramente contenta di aver assistito per la (ventesima?? Ho perso il conto
ormai!) volta ad uno spettacolo dei Daemonia ed ora che è giunta mezzanotte,
tutti quanti in teatro per la proiezione di Profondo Rosso!