|
|||||
|
Report e foto di Stefano Gottardi
L’occasione è delle più ghiotte: Crucified Barbara GRATIS grazie alla collaborazione fra Get Rocked e Pegorock Festival nella vicina provincia di Mantova. Evidentemente, vedere quattro pupe svedesi senza sborsare il becco di un quattrino è un’idea che fa schifo ai più (e allora spendete pure la mancetta della nonna per vedere quattro uomini imbolsiti e coi baffi, che vi devo dire…) e così, raccolto ciò che resta di me dopo una dura giornata di lavoro interamente dedicata a Roxx Zone, passo a prendere il mio amico immaginario, e compagno di tanti concerti, Dizzy Roxx (un residuato bellico della Los Angeles 80iana sopravvissuto a dolorosi eventi quali lo scioglimento di Diamond Rexx e The Noize Boys) e mi precipito in quel di Pegognaga. È curioso come il paese a fianco al mio faccia già parte della provincia di Mantova, mentre per arrivare in questa sperduta cittadina mi debba sciroppare più di 80 km ma tant’è; pur non senza qualche difficoltà riusciamo a trovare la strada, anche grazie alle capacità del mio amico glamster di individuare le persone giuste a cui chiedere indicazioni. Il Pegorock, giunto alla diciottesima edizione, è una manifestazione ormai consolidata ed infatti la risposta del pubblico è notevole, la location è perfetta: un ampio campo sportivo in mezzo al quale troneggia un palco immenso. Poco dopo le 23 attaccano i Long Gone Losers: la band gioca in casa e si capisce che ci tiene a fare bella figura. Mr. Hellboy & Co. sfoderano una prestazione convincente, il gruppo dimostra di sapere tenere il palcoscenico a dovere, il frontman ha personalità e i suoi compagni non sono da meno; una sezione ritmica sugli scudi scandisce il tempo e contribuisce alla buona riuscita dell’esibizione. Individuo alcuni brani estratti dall’ultimo ep, Prisoner In Paradise (“Come Back To Hell”, “Fire On The Highway”, “Lost Inside” e la title track), purtroppo non conosco le canzoni più vecchie, ma l’impressione che avevo avuto ascoltando il cd, ossia che quei pezzi avrebbero reso tantissimo dal vivo, è confermata appieno. Se devo proprio cercare il pelo nell’uovo, consiglierei ai ragazzi di lavorare un briciolo sui cori, a volte un po’ troppo imprecisi per attirare l’attenzione di chi ama quel tipo di scan rock che propongono. Da segnalare una cover dei Turbonegro, “Get It On”, a cui prende parte anche il chitarrista dei bolognesi The Slapsticks. Mi giro un attimo e noto che il mio amico Dizzy è scomparso nel nulla: secondo me come al solito ha rimorchiato qualche pollastrella. Eh, il fascino del glamster non ha eguali. Dopo un rapido cambio palco tocca all’headliner della serata fare la sua comparsa sullo stage: si tratta ovviamente delle svedesi Crucified Barbara, accolte dalla folla in delirio. Quale sia la chiave del successo delle quattro è per me stato fino ad oggi un mistero insoluto, questo perché una rock band tutta al femminile non rappresenta di certo una novità (Phantom Blue, Girlschool e Rock Goddess sono arrivate ben prima), tanto meno lo stile proposto; eppure le Crucified Barbara hanno conquistato gli italiani. Grazie ai gentilissimi Gianrico e Fiorenza della Get Rocked ho la possibilità di assistere al concerto al di là delle transenne e, forse, avere la risposta alla mia domanda. Le ragazze hanno pubblicato un album, In Distortion We Trust, che è un riuscito compromesso fra melodia e aggressività e anche sul palco riescono a fare di questo connubio il loro punto di forza. Mia Coldheart se la cava alla grande nel doppio ruolo di cantante/chitarrista, ottimamente supportata dalla sei corde della bella Klara Force e dalla compatta sezione ritmica formata dalle bionde Ida Evileye (basso) e Nicki Wicked (batteria). Non si resta delusi quindi, perché il gruppo è in grado di fare bella figura con praticamente ogni brano estrapolato dal disco. La setlist prevede l’esecuzione per intero del debut album (con la sola eccezione di “I Wet Myself”) e la cover dei Kiss, “Shout It Out Loud”. L’uscita di scena delle ragazze, dopo circa un’ora di show, scatena i cori del pubblico che le richiama a gran voce sul palco per l’esecuzione di un bis, la cover dei Motörhead "Killed By Death". Le svedesine abbandonano fra l’ovazione del Pegorock, che invano invoca un ulteriore bis, anche se poi tutti avranno modo di rifarsi al banchetto del merchandise, dove le quattro non lesineranno ai propri fan foto e autografi. Dopo questo spettacolo mi è parso chiaro che la bontà dei pezzi sinora realizzati e la buona presenza scenica (forse l’unico vero difetto è una certa staticità on stage) delle quattro, sono motivazioni sufficienti a rendere più che meritato il successo che stanno ottenendo e che le riporterà a breve, già nel prossimo mese di luglio, a calcare i palchi italiani per altre tre incandescenti date. Calati i riflettori sull’esibizione delle Crucified Barbara, ritrovo il buon Dizzy felice e ubriaco come un Gazza Gascoigne dei tempi d’oro (cioè di adesso) e, complice il mio look da glamster di periferia, vengo notato da alcuni giovani rocker con cui stringo amicizia e a cui professo il verbo di Roxx Zone! Ovviamente lo spirito battagliero che alberga in me quasi mi costringe ad attaccare bottone con almeno una delle musiciste: la mia scelta cade sulla bellissima chitarrista Klara, con cui mi sbevazzo allegramente un paio di birre e mi lancio in una lunga discussione sulla validità dei gruppi rock svedesi. Purtroppo, mentre le sue compagne divorano pizze su pizze e consumano alcool in quantità industriale, le squilla per l’ennesima volta il cellulare: la ragazza si alza e, senza dare nell’occhio, scompare nella notte per non fare più ritorno al nostro tavolo. Mi domando chi sarà il misterioso autore della telefonata, persona capace di sottrarla all’indiscutibile fascino dei rocker nostrani seduti a fianco a lei, quando un brivido gelido mi scorre lungo la schiena: mi volto, cercando con lo sguardo l’inconfondibile figura di Dizzy ma… non c’è! Vuoi vedere che…Mannaggia a te Dizzy, non è giusto, avevi già rimorchiato prima! Sì, ma questa me la paghi, a casa ci torni a piedi! Tiè! Quando anche il mio musetto ancora sbavato dal trucco tocca il guanciale per dare il via al meritato riposo del guerriero, l’orologio segna le 05:48 e fuori c’è già chiaro da un pezzo. Sono stravolto, però va bene così: tutto questo è decisamente molto rock and roll!!! E Dizzy, che fine avrà fatto? Boh. Me lo farò raccontare da Klara tramite My Space…
Set List Long Gone Losers
Come Back To Hell Devil Woman Prisoner In Paradise Sin City Get It On Fire On The Highway Lost Inside Losers
Set List Crucified Barbara
Play Me Hard Hide ‘Em All I Need A Cowboy From Hell Going Down Bad Hangover Shout It Out Loud Motorfucker My Heart Is Black In Distortion We Trust Rock’n’Roll Bachelor Losing The Game
Encore:
Killed By Death
|
|
|
Copyright Roxx Zone - All rights reserved |