CROSSFIRE -
Dirty
Games - 2007 (Perris
Records/Andromeda)
Nuova
band, cara vecchia Perris. È ormai noto che gli hair/glam metaller possono
tranquillamente acquistare un qualsiasi album marchiato Perris a scatola chiusa
e, a fine ascolto, essere soddisfatti anche senza aver mai sentito nominare il
nome della band. E, indovinate... Dirty Games non fa eccezione!
Prima
fatica sulla lunga distanza per gli israeliani Crossfire, questo five-piece è un
concentrato di sonorità, soluzioni e, ovviamente, clichè del bel Sunset
Boulevard che fu e immagino che, se vi trovate su queste pagine, tutto ciò non
possa che farvi piacere. L'apertura è affidata a “Heartbreaker”, che ci accoglie
con un attacco “tastiera+stoppati” che non può non richiamare alla mente un Bon
Jovi d'annata; quello che stupisce subito è la produzione davvero ottima (era un
bel po' che non si sentivano chitarre così corpose e “reali”), e le indubbie
doti strumentali dei singoli, su tutti la voce di Rikky Reckless: sleaze,
potente e versatile. L'album procede compatto e deciso su coordinate stilistiche
vicine a Firehouse e Dokken; è class rock suonato a regola d'arte - davvero
degni di nota gli arrangiamenti - a volte più heavy e potente come nel caso di
“Feel The Heat (Tonight)”, a volte più radio-oriented come in “Show Me The Way”.
Un disco in cui, insomma, è davvero difficile trovare una sbavatura, ed è forse
proprio questo l'unico vero limite di Dirty Games, che procede nel minutaggio
perfetto ma senza una sorpresa, senza un'impennata: probabilmente manca solo un
po' di malizia compositiva oppure qualche killer-chorus capace di imprimersi
nella mente per non levarsi più. Poco male, in fin dei conti i Crossfire sono
alla prima release e il materiale proposto, già di alto livello, lascia
intravedere buoni margini di miglioramento, per cui per ora ci godiamo questo
concentrato di atmosfere 80's e li aspettiamo al varco con il prossimo album.