CRAZY LIXX, Danny Rexon -
Intervista a cura di Stefano Gottardi
Gli
svedesi Crazy Lixx sono una delle band più promettenti recentemente partorite
dalla florida Svezia. Appena usciti sul mercato con il debut album Loud Minority,
non potevano sottrarsi alla nostra sfilza di domande. L’arduo compito di provare
a soddisfare tutte le nostre curiosità è toccato al cantante Danny Rexon.
Ciao Danny, ci racconti come vi siete formati?
Tre di
noi, ossia io, Vic e Joey, avevano suonato assieme in un altro gruppo prima di
fondare i Crazy Lixx. Tutto qui.
Che cosa significa esattamente Crazy Lixx? È alquanto singolare e
curioso, ma non riesco a dargli una spiegazione sensata.
Ce lo
domandano in molti e in verità si tratta di una cosa molto semplice: me lo ha
ispirato una chitarra giocattolo che avevo da bambino, che è stato il mio primo
strumento. Si chiamava ‘Hot Lixx’, ma per qualche motivo ero convinto che si
chiamasse Crazy Lixx. Mi sono accorto solo alcuni anni fa di essermi ricordato
male il nome, che oltre ad essere sbagliato, non ha alcun significato, ma quando
suoni rock’n’roll un nome sensato non serve, giusto?
Può essere…
Come avete deciso l’ordine delle canzoni del disco? È stata una vostra scelta
oppure ha deciso qualcun altro per voi?
Semplicemente tutta la band e il produttore, Chris Laney, si sono seduti attorno
a un tavolo ed hanno deciso insieme quali pezzi inserire nel disco e in che
ordine. Aggiungo che almeno un paio di canzoni già registrate, che per vari
motivi non sono finite nell’album, in futuro verranno utilizzate in qualche
modo.
Siete soddisfatti del risultato finale dell’album?
Siamo
tutti molto felici del risultato e siamo ansiosi di sentire che cosa ne pensano
i nostri fan.
Ascoltando il disco, emergono riferimenti a molte hair metal band degli anni
’80. Credo che fra le vostre influenze si possano citare Mötley Crüe, Whitesnake,
Danger Danger, Warrant, Extreme, Bon Jovi, Trixter, Bangalore Choir, Hardcore
Superstar, Mr Big, Europe e Skid Row. Dico bene?
Sì, hai
azzeccato buona parte delle principali influenze dei Crazy Lixx. Aggiungerei
Judas Priest e Iron Maiden, anche se forse nel mio songwriting non si sentono
poi molto.
Il disco si chiama Loud Minority: qual è il suo significato? Che
cosa rappresenta la
copertina?
È un
gioco di parole che prende spunto dalla farse di uso comune “maggioranza
silenziosa”, ossia quella grossa fetta della popolazione che conduce la propria
esistenza in maniera del tutto conformista, senza fare nulla perchè la vita
possa offrire loro qualcosa di più. Noi abbiamo ambizioni molto alte e, di
conseguenza, vogliamo fare parte della “minoranza rumorosa” (in inglese “loud
minority” appunto. NdR). La copertina contiene decine e decine di scritte Loud
Minority, non si può mai dirlo o scriverlo abbastanza (ride).
Non penso che vi avrei mai sentito nominare senza MySpace. È un
modo perfetto per le band sconosciute per costruirsi uno zoccolo duro di fan,
non credi?
La
rivoluzione messa in atto da Internet è grandiosa, perché dà la possibilità a
tutti di diffondere la propria musica in ogni angolo del globo, in un modo
impensabile prima. Senza Internet, MySpace e cose del genere, non penso avremmo
alcun fan al di fuori della Svezia…
Credi che fra 30 anni, dando uno sguardo al passato, la gente
vedrà il fattore Internet (MySpace, YouTube, file sharing etc) come una cosa che
è stata utile per la musica?
Forse. Certo, Internet ha qualche aspetto del tutto negativo per
l’industria della musica, come ad esempio il download illegale, ma al di là di
tutto, penso che al music biz una bella pedata in culo servisse e l’ha avuta.
Dove finiranno però le varie band e gli artisti quando il polverone sarà finito?
Chissà...
Come siete finiti sotto contratto con Swedmetal Records?
Abbiamo
suonato di spalla all’ex chitarrista dei Guns N’ Roses Gilby Clarke in un
concerto organizzato dalla Swedmetal. Siamo stati avvicinati dal boss
dell’etichetta che ci ha offerto un contratto.
La produzione di Loud Minority è davvero buona: come avete conosciuto Chris
Laney? Forse i suoi Zan Clan c’entrano qualcosa?
Ho
sentito gli Zan Clan sia su disco che dal vivo, ma solo dopo aver iniziato a
lavorare con Laney, che conoscevo perlopiù per via della partecipazione al debut
album dei Crashdïet ed il suo coinvolgimento nei Randy Piper’s Animal. La
Swedmetal lo ha contattato per il mixaggio del nostro primo singolo, “Heroes Are
Forever”, ed il risultato finale c’è piaciuto molto, così, quando è stato il
momento di cercare un produttore per il nostro disco, Chris Laney è stata
ovviamente la prima scelta.
Suonate il tipo di musica che andava forte negli Stati Uniti
degli anni ’80. Penso vi rendiate ben conto del fatto che potreste anche non
avere alcun tipo di successo con questo stile al giorno d’oggi, tuttavia, quale
credi sia il futuro dello sleaze svedese, che al momento può vantare dei gruppi
di tutto rispetto come Crashdïet, Hardcore Superstar e Vains Of Jenna?
Quando abbiamo cominciato, agli inizi del 2002, non pensavamo ci
fosse più alcun tipo di pubblico per questo genere di musica, e restammo molto
sorpresi del fatto che la gente sembrava apprezzare qual che proponevamo. Da
allora il movimento sleaze underground è cresciuto e si è solidificato in tutta
l’Europa, ma ad essere onesto devo ammettere che secondo me i gruppi migliori di
questo settore vengono tutti dalla Svezia. Forse anche gli Stati Uniti verranno
nuovamente contagiati dalla febbre dello sleaze/glam, forse no, ma penso che il
futuro delle rock band svedesi sia brillante, quantomeno in Europa.
Ho letto sul vostro sito Internet che i Crazy Lixx hanno avuto in totale 11
membri diversi, più quattro turnisti per i concerti. Dopo anni di problemi di
formazione, credi che questa sia finalmente la migliore line-up?
Certamente, ma vorrei aggiungere che il nucleo fondamentale della band, ovvero
io, Vic e Joey, c’è stato sin dall’inizio. Io e Luke suonavamo assieme in un
altro gruppo per cui ci consociamo bene e da molto prima che i Crazy Lixx
venissero fondati.
Qualche
anno fa mi capitò di “assistere ad un concerto” dei Lound N’Nasty che in realtà
non si tenne a causa della mancanza di gente, visto che eravamo in 5 spettatori.
Sul vostro sito c’è scritto che una volta voi avete suonato davanti a… 2
persone! Com’è potuto accadere?
(ride). È successo molti anni fa, fu quando tenemmo il nostro primo concerto con
il vecchio chitarrista Krizzy Field, che oggi fa parte dei Pretty Wild. Si
trattava di uno show infrasettimanale in un posto qui vicino. Non capiterà più
di suonare in quelle condizioni, te lo garantisco…
Come immagini i Crazy Lixx fra 5 anni?
Spero
che saremo diventati una delle più grosse hard rock band svedesi e che avremo
pubblicato almeno un altro disco. Sarebbe bello aver fatto un tour negli Stati
Uniti, con la speranza che il genere nel frattempo si diffonda anche là.
Ci sono molte persone in Italia che vorrebbero vedervi suonare, quando
succederà?
Ci
piacerebbe molto venire in Italia in futuro ed infatti abbiamo già avuto alcuni
contatti con delle vostre agenzie di booking. Vediamo se porteranno a qualcosa
di buono.
Ok Danny, siamo alla fine, hai qualcosa da aggiungere per i
lettori di Roxx Zone?