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Dopo Image And Words dei Dream Theater il mondo del prog non sarebbe più stato il medesimo. La freschezza di quell’album e la sua melodia sarebbero state il metro di paragone per il gruppo stesso e per le centinaia di band clone che, nel corso degli anni, con alterne fortune avrebbero cercato di imitarlo. Difficile dire quante tra esse siano riuscite a ricalcare le tracce di quel capolavoro assoluto, ma sicuramente questo disco dei norvegesi Circus Maximus ci va molto vicino. Il vero punto di forza dell’album è la grande facilità di ascolto anche da parte di chi non conosce bene il genere progressive. Di prog vero e proprio, infatti, non si può parlare in quanto le influenze del gruppo sono molteplici: Queensrÿche, Simphony X e i già citati Dream Theater da un lato, ma anche Helloween, TNT e Europe dall’altro. L’opener “A Dakened Mind” fa capire subito che i ragazzi ci sanno fare e che rispetto all’incerto esordio The1st Chapter (2005) le cose sono molto cambiate. Dream Theater sugli scudi per questo brano che parte piano ma che accelera ed esplode in un refrain di grande impatto. La scoppiettante “Abyss” non è da meno e permette alla band di dare sfoggio di tutta la propria abilità tecnica. Sempre precisa e brillante la prova del vocalist Michael Eriksen. Melodia a palate per “Wither”, uno dei vertici del disco: pregevolissimi assoli e cambi di tempo non risultano mai pesanti né fuori luogo. A dare snellezza al cd è inoltre il fatto che, escludendo “Mouth Of Madness”, tutti i pezzi si mantengono sulla lunghezza massima di 5 minuti, evitando di cadere nella trappola dell’autocelebrazione e dell’assolo a tutti i costi. “Sane No More” è l’unico brano interamente strumentale del cd. Le influenze aor arrivano alla grande in “Arrival Of Love”. “Zero” rallenta opportunamente la corsa senza però entusiasmare. “Mouth Of Madness” è un concept nel concept; la “Metropolis” dei Circus Maximus. Chiudono il lavoro “Form Childood’s Hour” splendido mid-tempo iper melodico e “Ultimate Sacrifice”. Un appuntamento atteso da tempo per gli amanti del prog ma anche per chi preferisce sonorità più hard/aor. Di sicuro una delle migliori uscite del genere dell’anno.
Voto:
Paolo Paganini
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