Una
delle migliori uscite del 2007 nel panorama modern rock è sicuramente questo
Superhuman dei Cinder Road (ex Plunge). I cinque ragazzi del Maryland,
capitanati dal singer Mike Ruocco e dal chitarrista Chris Shucosky, propongono
un disco fresco ed accattivante, basato su splendide melodie nella migliore
tradizione hard rock anni ’80, riportate con gusto alle sonorità dei giorni
nostri. Sapientemente guidata dal veterano Marti Frederiksen (Aerosmith, Def
Leppard, Ozzy Ozbourne), la band confeziona un album praticamente perfetto,
pieno zeppo di potenziali super hit. Si parte in quarta con “I’m So Sorry”, che
riprende il discorso interrotto dai Gun dell’epoca Swagger e regala uno dei
refrain più convincenti dell’anno. I The Rembrandts di “I’ll Be There For You”
fanno capolino su “Bad Excuse” e in “Drift Away”, due piccole gemme di questo
azzeccatissimo disco. “Back Home To You” è un’incantevole ballata americana:
dolce, sognante ed appassionata come solo gli Harem Scarem erano riusciti a fare
prima d’ora. Il gruppo di Hess e Lesperance fa da riferimento anche nella
successiva “Should’ve Know Better”, e la voce di Ruocco, pur non essendo ai
livelli di quella di Harry, è comunque sempre estremamente centrata ed incisiva.
Tutti i meccanismi sono perfettamente oliati e la macchina Cinder Road macina
hit una di seguito all’altra. È il turno di “Get In Get Out”, che ricorda
moltissimo il classico Nickelback sound, mentre “Learning To Love” si rifà alle
ballate di Lenny Kravitz. “Feels So Good To Me” è l’esempio lampante di come
questo album possa mettere d’accordo sia gli amanti dell’hard melodico che
quelli del pop rock. “One” assesta un ulteriore colpaccio, stampandovi in testa
un ritornello che difficilmente riuscirete a mandare via, mentre in chiusura è
posta “Don’t Be Scared”, un brano già presentato a nome Plunge sul precedente
Hometown Hero. Forti dell’esperienza accumulata lo scorso anno in tour con
Daughtry, Puddle Of Mudd e Candlebox, i Cinder Road sono attesi al più presto al
disco della definitiva conferma, e viste le premesse non abbiamo motivo di
dubitare che riusciranno a centrare l’obiettivo.