BULLETS AND OCTANE -
Song For The Underdog - 2007 (Ares
Records)
Fanculo i
soldi. Fanculo le Major. Fanculo la modella in copertina. Fanculo anche ad
una produzione stellare e tutti i cazzi e i mazzi del caso. I Bullets And
Octane hanno deciso di tornare all’antico e di ripartire da dove hanno
cominciato nel 2004: una piccola indie che crede in loro e nella loro
musica. Certo, firmare per RCA deve fare gola a tutti, ma se poi le cose non
vanno come devono e persino il sound ne esce snaturato, allora meglio
mandare tutti a quel paese e rimettersi sotto a lavorare sodo come una band
agli esordi. The Revelry, tre anni fa, segnò il debutto di un gruppo che nel
giro di poche primavere avrebbe saputo siglare un accordo con una Major e
girare il mondo assieme a gente come Avenged Sevenfold, Social Distortion,
Flogging Molly, Eagles Of Death Metal, Bullet For My Valentine e Stone Sour,ma
soprattutto crearsi un solido fan-base che gli avrebbe permesso di
ribellarsi ai dettami del music biz imposti da una grossa etichetta. Si
respira un’aria più genuina, magari meno “profumata” ma sicuramente anche
meno malata. È un po’ come dire che in campagna c’è puzza di letame e in
città no. E allora tenetevi il vostro smog e beccatevi un tumore ai
polmoni. Forse avranno pensato questo i Bullets And Octane quando hanno
salutato la RCA per rimettersi in carreggiata. Meglio la merda che il lusso,
è una scelta di vita. Che poi, a dirla tutta, ascoltando Song For The
Underdog di odore di merda se ne sente proprio poco, al contrario dell’iper
prodotto Mouth Of The Young. Rock’n’roll sporcato di punk e reso ancora più
grezzo e sincero da tutte quelle piccole imperfezioni che fanno parte del
dna di una band come questa, e ci avevano fatto tanto amare il debut album.
Pezzi diretti e veloci, che raramente superano i tre minuti, caratterizzano
un disco che riporta ai fasti degli esordi, basta sentire “Breakout”, “The
Perfect Bitch”, “Song For The Underdog”, “Harder To Breathe”, “Welcome To
Our Holiday”, “All Down Hill From Here” e “Everyone's In Love With Me” per
esaltarsi. Questo lavoro è davvero ben realizzato, al punto di poter anche
perdonare il peccatuccio veniale di due semi-ballad che a dire il vero ci
azzeccano proprio poco come “City Of The Angels” e “Gravestone Love”. Siamo
comunque su livelli altissimi, chi ha apprezzato il debut senza dubbio sarà
ben felice di ascoltare quanto contenuto su Song For The Underdog. Peccato
solo che il chitarrista James abbia deciso di abbandonare il gruppo, che lo
ha prontamente rimpiazzato con Kevin Tapia; non è la prima volta che i B&O
si trovano a dover affrontare un cambio di formazione e sicuramente
supereranno anche questa defezione. Avanti per questa strada ragazzi!