BRUNOROCK,
Bruno Kraler -
Intervista a cura di Paolo Paganini
All’indomani dell’uscita del nuovo album live Live On Fire, facciamo quattro
chiacchiere con il fondatore della band Brunorock, l’italianissimo Bruno Kraler.
Già voce dei Dark Sky e Nightpride, oggi Kraler è concentrato al 100% sul
progetto Brunorock.
Ciao
Bruno, innanzitutto grazie per il tempo che ci concedi.
Per
chi non ti conoscesse, potresti farci un breve sunto di come è nato il progetto
Brunorock?
Sono io che
devo ringraziare! Ho iniziato la mia carriera musicale come chitarrista dei
Nightpride, gruppo altoatesino di hard rock/metal, nel lontano 1985! Poi dal
1989 al 1993 sono stato cantante nei tedeschi Dark Sky. Durante gli anni
all'estero ho continuato a scrivere canzoni, spesso in lingua italiana,
probabilmente a causa di una certa nostalgia di casa! Le persone che mi
conoscevano a quei tempi usavano chiamarmi "brunorock", proprio per il fatto che
ascoltavo soltanto musica rock. Quando sono rientrato in Italia ho cominciato a
lavorare seriamente ai demo che avevo creato in Germania e da qui è nato il
progetto vero e proprio.
Personalmente ho riscontrato nei tuoi brani molti elementi riconducibili a
gruppi del melodic rock tedesco. Quali band hanno influenzato il tuo stile?
Mah...
sicuramente i Bonfire hanno avuto una grande influenza su di me, sopratutto con
l'album Fireworks.
Dove
hai registrato le tracce che compongono il tuo nuovo lavoro Live On Fire? Si
tratta di un unico show o di una selezione di brani tratti dalle varie date?
Si tratta di
una selezione da vari concerti tenuti qui in Alto Adige e Germania. Siamo soliti
registrare sempre i nostri concerti con un computer portatile e una scheda audio
multicanale. Ormai ci siamo abituati e quindi non pensiamo più al fatto di
registrare lo show; la performance risulta più naturale in confronto a un
concerto specifico organizzato "ad hoc" per una registrazione. Inoltre noi
suoniamo con una traccia di "click", quindi i brani sono sempre alla stessa
velocità. Questo particolare ci ha dato, in fase di editing, la possibilità di
aggiustare tutti i piccoli inconvenienti che per forza di cose succedono su un
palco durante uno spettacolo live.
Ho
letto delle esperienze e collaborazioni che hai avuto in passato. Qual è quella
che ricordi come la più significativa?
In realtà le
mie collaborazioni si possono contare sulle dita di una mano. Io sono molto
all'antica in queste cose. Non sono il musicista che suona o canta su ogni cosa
e non vorrei mai essere un turnista. A me piacciono i gruppi e non i progetti.
Io sono un "artista solista" e quindi può capitare che la line up cambi
notevolmente da un disco all’altro, ma ultimamente ho abbandonato anche questo
modo di fare e lavoro soltanto con i membri della mia "live band", proprio per
creare un feeling da gruppo e non da progetto. Comunque la cosa che mi ha fatto
più piacere è senza dubbio la collaborazione con Michael Wagener.
È
ormai quasi obbligatorio per chi suona hard rock a livello internazionale optare
per la lingua inglese. Tu però ogni tanto proponi dei pezzi in italiano tratti
dai tuoi primi lavori. Come reagisce a questa cosa il pubblico all’estero?
A dire la
verità mi chiedono in continuazione di cantare solo in italiano. All'estero,
soprattutto nei paesi di lingua tedesca, la musica italiana va molto forte. La
mia combinazione fra hard rock e cantato in italiano piace molto! Purtroppo io
non riesco a scrivere canzoni con il preciso intento di centrare un obiettivo
commerciale; le mie song nascono in modo totalmente naturale a volte in
italiano, altre in inglese. Io non faccio altro che lasciarle così come sono.
"La Fonte Dei Sogni", per esempio, è nata in italiano e per me va bene così.
Che
consigli ti senti di dare ai ragazzi italiani che come te amano questo genere ma
che fanno fatica a trovare qualcuno che dia loro una chance?
Ahi ahi!
Questa è una domanda a cui è veramente difficile rispondere. Purtroppo stiamo
attraversando un momento cupo, e il problema si può dividere in due parti. Il
primo motivo è sicuramente il fatto che le case discografiche non investono in
gruppi nuovi o emergenti, semplicemente perchè fra le loro fila non si trovano
nomi importanti della scena rock. E infatti è molto più semplice vendere un
disco dove canta Glenn Hughes invece che "pinco pallino". L'altro grandissimo
problema deriva dal fatto che i fan di aor/melodic rock non comprano i prodotti
di gruppi nuovi. Ultimamente ho conosciuto svariate persone che preferiscono
acquistare ristampe di vecchie band anni ‘80 invece di dare una possibilità a un
gruppo nuovo. Quindi la risposta alla domanda è combattere e difendere le
proprie idee musicali, suonare molto dal vivo e lavorare seriamente a un
progetto soltanto, e non a 100 cose fatte male.
Ci
sono a tuo avviso band o musicisti italiani che meriterebbero una certa
attenzione?
Io
personalmente trovo molto interessanti gli Edge Of Forever e i My Land.
Ti
rivedremo ancora con Dark Sky e Nightpride?
Per quanto
riguarda i Dark Sky il capitolo è chiuso per sempre, con i Nightpride sarebbe
bello riesumare i brani di allora e farne un disco! Purtroppo dovrei prima
chiudere il progetto Brunorock per i motivi di cui ho già parlato sopra. Mai
mettere i piedi in due scarpe diverse.
Nei
tuoi impegni per l’immediato futuro hai in programma qualche data live in
Italia?
Attualmente
tutte le nostre forze vengono usate per la realizzazione del nuovo disco in
studio. Spero di uscire con il nuovo album verso la fine del 2008 o massimo
primavera 2009. Poi riparleremo di date live.
Siamo orami alla conclusione. C’è qualcosa che vuoi dire ai lettori della nostra
webzine?
Per
concludere vorrei chiedere ai numerosi fan di melodic rock e aor di prestare
attenzione e supportare anche le nuove leve. Chiudere gli occhi davanti
all'evidenza non serve a niente. Gli anni ‘80 sono passati per tutti, è inutile
continuare a comprare ristampe su ristampe, è arrivato il momento di aiutare gli
artisti di oggi (Concordo. NdStefano). Solo così abbiamo la possibilità di
costruire "nuovi miti" per il futuro. Cercando su Myspace.com si possono trovare
numerosissimi musicisti giovani che suonano rock melodico o aor: avranno anche
dei "suoni moderni", ma sempre di rock si tratta e quindi hanno bisogno del
nostro appoggio per migliorarsi e per continuare a esistere.
Ancora
grazie per la tua disponibilità ed un in bocca al lupo per i tuoi progetti
futuri.
Grazie infinite per avermi dato la possibilità di esprimermi in
questa intervista.