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La speranza di ritrovare i Bon Jovi al livello dei tempi d’oro deve essere ormai sepolta definitivamente. Se album come Crush e Bounce avevano lasciato qualche spiraglio, quest’ultimo lavoro toglie ogni dubbio. Il gruppo ha infatti registrato il nuovo disco in quel di Nashville - da sempre patria del country - ed i risultati si fanno subito sentire soprattutto nella produzione e negli arrangiamenti molto soft. È fuori dubbio che la band sappia scrivere buone canzoni, orecchiabili e ruffiane; prova ne sono la title track e la successiva “Summertime”, due tracce dal classico Bon Jovi sound, anche se una dose maggiore di cattiveria non avrebbe certo guastato. “(You Want To) Make A Memory “, ballata in perfetto stile, scivola via senza suscitare particolari emozioni. “We Got It Goin On” rispolvera addirittura il classico wow-wow alla “Livin On A Prayer” e ricorda molto da vicino “It’s My Life”, tanto per accontentare anche i fan degli ultimi anni. L’illusione però dura poco: alla chitarra elettrica Richie Sambora sembra preferire decisamente l’acustica. “Any Other Day” porta alla mente i Nelson di “Love And Affection”, mentre “Seat Next To You” e “Everybody’s Broken” rallentano ulteriormente il ritmo già di per se mai eccessivo. Da segnalare un duetto con la bella voce (e non solo) di Lee Ann Rimes in “Till We Ain’t Stranger Anymore”, ennesimo lento che se proposto come singolo finirà certamente in cima alle classifiche di mezzo mondo. Con “One Step Closer” la band strizza l’occhio al modern pop rock tanto in voga in questi tempi, producendosi in un piacevole mid-tempo che risulterà essere uno dei migliori episodi dell’intero lavoro. Speriamo che la voglia di rockare torni almeno in sede live; se così non fosse dovremmo per sempre accontentarci nostalgicamente di mettere nel lettore il polveroso Slippery When Wet , chiudendo gli occhi, ricordarci dei buffi, coloratissimi e cotonatissimi anni ‘80.
Voto:
Paolo Paganini
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