BLOODLIGHTS
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Bloodlights
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2007
(Made
In Germany/Audioglobe)
Spenti
i riflettori sui Gluecifer nel 2005, l’axeman (qui anche cantante) Captain Poon
ha ben pensato di unirsi al bassista Ron Elly (NPB), al
batterista Jonas Thire (ex Amulet, poi sostituito da Nico Von Shaefer), ed al
chitarrista Howie B. e dare vita a una nuova band. Trovata nell’ex ascia dei
Monster Magnet Phil Caivano e in Mike Fraser (AC/DC, Aerosmith, Metallica, etc)
la coppia perfetta per produrre a dovere il disco, il capitano ha messo
assieme 12 tracce di rock and roll dal tiro tipicamente scandinavo ed è tornato
in pista più agguerrito che mai. Peccato che quanto contenuto su questo debut
album lasci l’amaro in bocca sin dai primissimi ascolti: scan rock sulla
falsariga di Gluecifer, The Hellacopters, Turbonegro, Backyard Babies e
compagnia cantante, e, per giunta, senza un briciolo di personalità. Qualche
brano capace di oltrepassare la soglia della semplice sufficienza c’è (“Where
The Stars Don’t Shine”, “Addiction”, “Bullshit On Your Mind”, “One Eye Open” e
persino l’immancabile ballatona “Screwing Yourself”), tuttavia, la sensazione è
che il quartetto norvegese non abbia voluto rischiare, riprendendo una formula
musicale collaudata e scrivendo una serie di pezzi in grado di garantire un
certo airplay - almeno in patria - e il sicuro supporto dei fanatici del genere.
Troppo poco per soddisfare i palati più fini, ma se è vero il detto “chi
s’accontenta gode”, se vi saprete accontentare di un prodotto simile a tanti
altri provenienti dal mercato rnr scandinavo, potreste anche trascorre una
piacevole quarantina di minuti in compagnia dei Bloodlights.