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Ennesimo colpo di genio della Suncity Records, che questa volta tira
fuori dal cilindro magico una vera e propria cult band attiva nella
Los Angeles tutta sesso, droga e rock and roll di fine anni ’80. Ai
Blackboard Jungle tocca la stessa sorte comune a tanti altri gruppi
accostabili al filone hair metal: si trasferiscono (dal New Jersey)
nella città degli angeli, iniziano a girare per i vari
locali, vengono notati e messi sotto contratto. Per il debut album,
I Like It A Lot, la band contatta il chitarrista dei Faster Pussycat,
Brent Muscat, che li aiuta con la produzione. Purtroppo il 1992 è
un’annata infausta per chi non veste camiciole a quadrettoni e jeans
strappati, e così, dopo un mini cd e brevi tour in Giappone e
Germania, il gruppo vede solo un altro paio di primavere prima di
passare a miglior vita. Peccato, perché il combo guidato dal
vocalist Kenny Price aveva senza dubbio qualcosa di interessante da
proporre e Welcome To The Blackboard Jungle lo dimostra pienamente.
Lo stile prende le distanze dal sound caratteristico delle
formazioni agghindate alla maniera dei BBJ e così, per una volta,
capelli curati e make-up impeccabile non fanno rima con party rock.
È complicato inquadrare la proposta del quartetto in un preciso
genere musicale o provare ad accostarla a quella di altre hair band.
La particolarità di queste composizioni fa pensare a gruppi
stilisticamente originali e destinati a farsi un nome (e niente più)
all’interno del movimento come Vain, Bakers Pink, Dear Mr. President
e Slammin’ Gladys ma, come detto, fare paragoni non è affatto
semplice e scontato. Forse non saranno facili da descrivere, ma sono
facilissimi da amare: basta dare un’ascoltata a “You And Me”, “Caroline”,
“Sweet Elaine” e “Just Like A Dog” per rendersene conto. Una
compilation di registrazioni inedite decisamente ben assemblata, una
qualità sonora egregia e un booklet completo di tutti i testi,
biografia e arricchito dai commenti ad ogni brano del bassista Britt
Pennella (oggi nei The Substitutes). La band si è riunita in
formazione originale nel 2003 ed ha ricominciato a mettere a ferro e
fuoco la cara, vecchia, Hollywood. Come ai tempi d’oro. O quasi.
Dategli una chance, se la meritano. Voto:
Stefano Gottardi
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