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Come sono i Big Boy? Una versione eterosessuale dei Queen. Parole loro, o meglio, del vocalist svedese, ma tedesco d’adozione, da cui la band prende il nome. Dopo un demo autointitolato di sei pezzi rilasciato nel 2006, che è valso decine e decine di critiche positive, il combo crucco è riuscito a farsi mettere sotto contratto dalla Mate In Germany grazie al proprio manager Ole, che in passato ha avuto a che fare con la Warner e i Darkness. Se, ai tempi dell’ep, Big Boy aveva preferito essere al centro dell’attenzione - al punto che a malapena si conoscevano i nomi dei suoi compagni di ventura - questa volta… è la stessa cosa! Be’, manie di protagonismo a parte, bisogna dire che questo ragazzo ha di certo delle ottime idee: sostanzialmente la musica del gruppo tedesco è classificabile come glam rock old style, svecchiato da una pesante dose di modernismi sonori ed effetti vari accostabili ai canoni dell’industrial. Echi di Turbonegro, Marilyn Manson, T-Rex, Andrew W. K., Queen, Death SS e The Pleasures (di cui hanno recentemente assunto a tempo determinato il chitarrista The Lord) sono ben udibili all’interno delle 11 canzoni che costituiscono Hail The Big Boy. Dopo una breve intro a titolo “La Légíon”, una cinquina composta interamente da brani del demo mette in mostra un sound dal notevole appeal e dalla resa eccellente, frutto di una produzione con i fiocchi. Un inizio migliore proprio non lo si poteva domandare.

Splendido il primo pezzo nuovo ascoltabile, situato alla settima posizione della track list: “Catastrophe” si pone sulla stessa linea dei brani che lo precedono e vince e convince sulla lunga distanza, anche grazie alla solita, abbondante, quantità di melodia che caratterizza il songwriting. Diretto e ossessivo è anche “Fake It (Till You Make It)”, un piccolo gioiellino che fa pensare al miglior Robin Black, un altro invasato con il glam rock vecchio stampo. L’ultima song ripescata dal’ep è “Sin-Sational”, altro ottimo esempio della capacità di questa band di amalgamare alla perfezione le proprie influenze e ottenere un risultato gustoso e spumeggiante. Chiudono il mid-tempo dall’incedere imperioso e dal refrain mozzafiato, con tanto di cantato mansoniano, “Just Like We (Choose To Be)”, e la lenta ballata - dalle grigie atmosfere e a tratti quasi sussurrata - “Give Up”, strutturalmente troppo simile all’altra triste ballad “Let The Dead Bury Their Own Dead”, e forse l’unico episodio trascurabile dell’album. Davvero ben fatto il booklet, con tutti i testi e le foto dello strampalato singer. Consigliatissima la visione del video di “Hail The Big Boy” a tutti quelli che sentono la necessità di avvicinarsi al perverso mondo di Big Boy. La clip è disponibile sul profilo MySpace del gruppo. Niente da eccepire: questa band merita palcoscenici importanti.

 

 Voto: 

 

 

Stefano Gottardi

 

 

 

 

punto elenco

Track list

  1. La Légíon

  2. Hail The Big Boy

  3. Get Over It

  4. One Good Reason

  5. Let The Dead Bury Their Own Dead

  6. Gestasi Baby

  7. Catastrophe

  8. Fake It (Till You Make It)

  9. Sin-Sational

  10. Just Like We (Choose To Be)

  11. Give Up

punto elenco Website url

www.hailthebigboy.com

www.myspace.com/hailthebigboy

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