BENEDICTUM
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Seasons Of Tragedy
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(Locomotive Records/Frontiers) 2008
L'immagine e la voce della procace frontwoman Veronica Freeman hanno senza dubbio contribuito al successo dell'album d'esordio Uncreation, a cui sono seguite decine e decine di recensioni, interviste, concerti e tour. Alla band di San Diego, California, va riconosciuta la capacità di saper rileggere il passato con personalità, e anche questa volta sembra avere fatto centro, aggiungendo solamente qualche piccolo elemento un po' più"moderno" alla proposta, sempre ancorata agli stilemi del più classico power metal di stampo americano. Seasons Of Tragedy vede innanzitutto la conferma di Jeff Pilson in cabina di regia, e la presenza di ospiti come George Lynch (ex Dokken), Manni Schmidt (ex Rage, Grave Digger) e Craig Goldy (Dio). Ad accomodarsi dietro alle pelli al posto del dimissionario Blackie Sanchez è invece Paul Courtois. Esaltati dalla perfetta produzione di Pilson, chitarre dall'impatto devastante, ritmiche compresse e cambi di tempo si mescolano ottimamente a ritornelli diretti, memorizzabili sin dal primo passaggio. Echi di Metal Church, Dio, Agent Steel e Megadeth sono ben udibili all'interno delle composizioni, che per qualità e sostanza si equivalgono mantenendosi su standard decisamente elevati, anche se pezzi come "Shell Shock", "Bare Bones", "Beast In The Field, "Nobodies Victim" e "Steel Rain" meritano una menzione speciale. Buone anche la cover di "Balls To The Wall" degli Accept e la title track, che non annoia nonostante i quasi 12 minuti di durata. Seasons Of Tragedy è un album quantomeno allo stesso livello del suo predecessore: non era facile riuscirci e sicuramente ne bisserà il successo. Un disco da avere, soprattutto se avete apprezzato quello prima.