Lo ammetto, quando ho ascoltato per la prima volta
le anticipazioni del nuovo lavoro dei Bellrays,
sulla loro pagina MySpace, sono rimasto piuttosto
perplesso. Il commento, mio e dei miei amici, è
stato un solo, laconico, “moschetti”. Ma nonostante
tutto, abbiamo deciso ugualmente di partire alla
volta dell’Hana-bi di Marina di Ravenna per
assistere all’esibizione del quartetto californiano.
Il concerto è iniziato puntualissimo alle 21:30,
tanto che, causa imperdonabile ritardo, al nostro
arrivo la band non solo aveva già preso possesso del
palco, ma era già bella calda e piuttosto
sudaticcia. In forma strepitosa, la cantante Lisa
Kekaula ha entusiasmato il pubblico, per la maggior
parte ignaro anche solo dell’esistenza di questo
gruppo rock ‘n’ soul, con la sua splendida voce e
la sua grinta da “panterona nera”. Con le sue linee
vocali pulite e una particolare attitudine figlia
del punk e del soul più sexy, è riuscita a farsi
perdonare anche una certa mancanza in fatto di
comunicatività. Ma in fondo, non è certo la
loquacità la cosa che a noi interessa! Ottima prova
anche del batterista che, seppur non brillando in
creatività, dimostra una resistenza stupefacente e
una grande perizia tecnica. Tony Fate, alla
chitarra, svolge umilmente ma in maniera perfetta il
suo compito: mai sopra le righe, riff coinvolgenti,
assoli potenti e sempre pronto a fare un passo
indietro quando la scena va lasciata a Lisa.
Insomma, i Bellrays hanno saputo trovare il giusto
equilibrio tra le sonorità tipicamente rock in stile
MC5 e le melodie di scuola Motown à la Aretha
Franklin. Se a questo si aggiungono una più che
affidabile sezione ritmica, un chitarrista che si
produce in riff esemplari e sempre originali (vista
anche la tipica scontatezza del genere) e
un’esibizione live ricca di variazioni e mai
scontata, questa volta il commento non può che
essere uno soltanto: da leccarsi i baffi!