BABYLON BOMBS -
Intervista a cura di Stefano Gottardi
Il nuovo disco
del combo svedese è la conferma delle grandi qualità di una band schiacciata
soltanto da un mercato inflazionato e dallo strapotere di alcuni illustri
connazionali. Ma si sa: chi l’ha dura la vince!
Ciao Dani! Come descriveresti il vostro ultimo cd Doin’ You Nasty
in poche parole? Per quanto mi riguarda il sound in-your-face del debut album è
rimasto immutato, le chitarre si sono incattivite e la componente rock and roll
da saloon anni ’70 è del tutto scomparsa. Sei d’accordo con la mia valutazione?
Non è facile
definire la musica suonata in questo disco in poche parole, a dirla tutta
generalmente non mi piace nemmeno dover per forza catalogare lo stile di un
gruppo in un detto genere, ma se fossi costretto a farlo direi che il nostro è
uno “sleazy hard rock”, anzi, un “kick ass hard rock” con cori e ritornelli che
non si dimenticano facilmente. Credo che la tua definizione sia alquanto
appropriata, la musica che suoniamo adesso è all’incirca la stessa del debut, un
po’ più heavy e migliorata dalla maggior cura riservata alla produzione.
Come nascono i Babylon Bombs e come state vivendo questo momento
di popolarità?
Con i piedi
saldamente ancorati a terra, deve essere così, altrimenti nel mondo del music
business duri poco. Io e Swaint proveniamo dalla stessa cittadina e ci
conosciamo da una vita, abbiamo fondato i Babylon Bombs perché ci è sembrato che
con il trascorrere del tempo la scena rock’n’roll avesse perso per strada una
componente essenziale: il divertimento e quindi i party, le belle ragazze e
tutto il resto. La nostra storia è cominciata con qualche cover di Mötley e
Poison, ma già dopo poche prove sono nate le prime canzoni originali. Il guitar
hero Jon e il bassista Marty li abbiamo incontrati per strada, come è giusto che
sia per una band di questo tipo.
Credo che
Cracked Wide Open And
Bruised sia
uno dei migliori lavori del 2005 in campo sleaze rock. Come avete reagito alle
ottime recensioni della stampa specializzata? Come sta andando il nuovo disco?
Grazie per il
complimento! Senza dubbio fa piacere leggere le recensioni e scoprire che alla
gente piace ciò in cui hai creduto e per cui hai lavorato sodo, inoltre, essendo
fermamente convinti della bontà del disco, è stato fantastico sapere che c’erano
molte persone che condividevano questo nostro pensiero. Purtroppo in Svezia non
abbiamo ricevuto tante attenzioni come all’estero, ma siamo consapevoli che con
band come Backyard Babies e Hardcore Superstar in giro è difficile poter sperare
di competere; ho comprato l’ultimo album degli Hardcore Superstar ed è davvero
una bomba! Il nostro paese è pieno di ottimi gruppi e questo è un segnale del
tutto positivo, perché più band cercano di riportare in auge questo tipo di
sonorità, più vecchie glorie decideranno di riformarsi e ricominciare a spaccare
tutto come ai bei tempi. Sarebbe bello che gli anni ’80 in qualche maniera
tornassero di moda. Ritornando a parlare di recensioni, bisogna dire che anche
Doin’ You Nasty sta ricevendo ottime critiche, le abbiamo attese con molta
impazienza, perchè quando pubblichi un nuovo full-length non sai mai cosa ne
penserà la gente, ma per ora possiamo ritenerci soddisfatti.
Solitamente l’organo non è uno strumento caratteristico dello
sleaze rock, però The Duke Of Honk sembra essere un ospite irrinunciabile per i
Babylon Bombs. In che modo pensi che il suo contributo giovi alle vostre
composizioni?
L’organo è uno
strumento che, sin dai tempi di Jon Lord e i Deep Purple, la musica hard rock ha
sempre accolto bene al suo interno, perché ha un suono che si sposa a meraviglia
con la distorsione delle chitarre. Però anche tu hai ragione, perché
effettivamente questo strumento e lo sleaze rock hanno sempre avuto poco a che
fare; ovviamente è nostra ferma intenzione cambiare questa tradizione. Per noi è
un po’ come avere una terza chitarra, che aggiunge un certo groove alle
composizioni. The Duke Of Honk è il tastierista dei Diamond Dogs, oltre che un
grande amico che ha partecipato alle registrazioni di Cracked Wide Open And
Bruised; lo
abbiamo voluto fortemente anche per questo nuovo disco e siamo davvero felici
che abbia accettato il nostro invito.
Com’è nata invece la collaborazione con Mia Coldheart delle
Crucified Barbara?
Più o meno allo
stesso modo: siamo grandi amici di Mia e delle Crucified Barbara, quindi è stato
del tutto naturale domandarle di darci un mano nel momento in cui abbiamo
pensato che sarebbe stato bello avere un cantante ospite sul disco. Quando ci ha
raggiunto in studio ci siamo fatti un paio di birre e poi ha cantato su “Louder”
e “Proud”: credimi, è stata una vera figata!
Come ti
spieghi il fatto che negli ultimi tempi alcune delle migliori band dal sound e
dall’attitudine spiccatamente 80iane provengano dalla Svezia? Si tratta di un
ritorno alle origini o forse in quegli anni vi è proprio mancata una scena hair
metal di successo?
No, non credo
ci sia mancata una scena di successo, anche se è chiaro che negli anni ’80 fosse
maggiormente concentrata a Los Angeles. La Svezia ha avuto decine di grandi
musicisti e gruppi, da noi d’inverno fa molto freddo, si esce poco e la gente si
chiude in casa a fare pratica sui propri strumenti, ahahah! Tuttavia, le grosse
etichette sembrano infischiarsene, a parte i bravissimi Crashdïet, nessuno è
riuscito a firmare con una major, perlomeno non al debutto. Quindi le ottime
band di cui parli si devono accontentare delle briciole…
Visto che li hai citati, vuoi spendere qualche parola sulla
tragica morte del giovane cantante dei Crashdïet, Dave Lepard?
Quando ho
appreso la notizia della sua morte non ci potevo credere, mi sentivo scioccato e
molto triste, come tutti qui in Svezia del resto. Dave è stato un grande
musicista, nonché un ottimo amico.
Tornando a parlare di etichette e distribuzione, avete un distributore
europeo? Come facciamo a procurarci il cd qui in Italia? È giusto scaricare un
cd quando non lo si trova nei negozi?
L’album è attualmente
distribuito in Scandinavia, Germania, Regno Unito, Belgio, Olanda, Svizzera,
Lussemburgo e Austria, quindi in molte nazioni europee, fra cui purtroppo non
l’Italia, per cui stiamo cercando un distributore ufficiale. Scaricare un cd può
essere un modo per valutarne l’acquisto, però credo che a tutti i rocker faccia
piacere avere il booklet con i testi e le foto. Insomma, il download non mi
sembra una buona giustificazione, esistono parecchi mailorder su internet, sul
nostro sito www.babylonbombs.net
si possono trovare diversi indirizzi utili per recuperare il disco.
Credi che al giorno d’oggi sia possibile fare soldi con l’hard
rock, oppure vivere di musica è un’esclusiva di chi suona roba commerciale?
Tutti possono
farcela, ma bisogna dare il 100%, altrimenti non c’è storia. Potrebbe non
sembrare, ma anche il nostro è un lavoro duro.
Ho notato che nelle foto ufficiali e nei booklet dei dischi
indossate sempre magliette di grandi gruppi del passato come Poison, Aerosmith e
Mötley Crüe: quali band vi hanno maggiormente influenzato, oltre a queste?
Suonate qualche loro cover dal vivo?
Sicuramente,
oltre a quelle da te menzionate, direi che i gruppi che ci hanno più influenzato
sonoD.A.D, Faster Pussycat, L.A Guns e Guns n’ Roses. Dal vivo raramente
tributiamo queste band suonando delle cover, ma senza dubbio ne registreremo
qualcuna in futuro, forse solo per piacere personale, ma lo faremo.
Raccontaci qualcosa dei Babylon Bombs dal vivo. Qualche episodio
divertente successo in tournee e cose di questo tipo.
Siamo appena
tornati da un mini-tour di tre date in Germania che è andato benissimo, con la
gente scatenata ad ogni concerto, inoltre, abbiamo rilasciato diverse
interviste. Lo show di Langen, vicino a Francoforte, è stato un successo
incredibile, con il pubblico in visibilio e due bis richiesti a gran voce! Per
noi ogni data è importante e quando saliamo sul palco, lo facciamo sempre
pensando che potrebbe essere l’ultima volta. Questo ci dà grande carica e ci
sprona a mettercela tutta. Al momento stiamo pianificando un tour promozionale
in Italia, anche se nulla è ancora confermato; ovviamente non vediamo l’ora!
Qualche episodio divertente successo in tour? Ahahah, troppi da menzionare, ma
mi viene in mente quando io e Jon, affamati come lupi durante il sound check in
un locale, ci siamo introdotti furtivamente in cucina facendo scattare
l’allarme! È arrivata addirittura la polizia, che figuraccia… però che ridere!