AZTEK SUN
-
Brand New Breath
-
2006
(Autoprodotto)
L’
attacco dell’opener “Wilted n’ Died” non è dei più semplici né dei più
immediati: lo scoglio, che al primo impatto può anche sembrare insormontabile, è
la timbrica del cantante Magnus Möller (Starrats). Il problema, che poi non è un
problema (e scusate la pessima citazione), è la natura della stessa, senza
dubbio un po’ distante dalle voci da sirena che solitamente caratterizzano la
maggioranza delle rock’n’roll band trattate da Roxx Zone. La sensazione, da
subito, è quella che con il proseguo degli ascolti l’indice di gradimento possa
aumentare, grazie all’innegabile valore delle 12 canzoni che fanno parte della
track list di Brand New Breath. E infatti bisogna riconoscere che, sulla lunga
distanza, questo disco riesce ad entrare in circolo e ad arrivare al cervello
senza troppa fatica; una volta assimilata la ricetta sonora che compone i pezzi,
è quasi impossibile non lasciarsi trascinare dalle massicce dosi di melodia che
si nascondono dietro alla robusta “corazza” che avviluppa ogni brano. Persino le
vocals, in un certo senso, si ammorbidiscono e diventano a poco a poco perfette
per la musica che vanno mestamente a “carezzare”; un velo di malinconia permea
atmosfere già di per sé non troppo colorate, rese ancor più dure dalla violenza
della sezione ritmica. L’ascia di Krille Ohlsson taglia e cuce riffoni pesanti
come macigni, mentre l’ugola di Magnus, inizialmente quasi tallone d’achille
degli Aztek Sun, forse anche per l’effetto della somma di colpi assestati dai
suoi compagni di ventura, adesso sferra fendenti da k.o. e diventa l’arma in
più. Difficile indicare una canzone in particolare: questo album è un vero e
proprio godimento da cima a fondo! Dategli una chance, concedetegli un po’ di
tempo e non vi deluderà. Il gruppo è alla ricerca di un contratto e, a circa due
anni dall’uscita del disco, è incredibile che gli Aztek Sun siano ancora senza:
speriamo si tratti di una condizione destinata a rimanere tale per un breve
periodo.