GUNS N' ROSES -
Appetite For Destruction
- 1987
(Geffen Records)
Qui non si scherza. Qui si parla della storia del hard rock moderno. Fin da
piccolino, avevo capito che quest’album mi avrebbe riservato delle piacevoli
sorprese. Ero a casa di un mio amico, la sua sorella maggiore aveva dimenticato
sopra il mobiletto dello stereo la custodia di questo capolavoro ancora a me
sconosciuto, e per chi ha buona memoria, la prima copertina dell’esordio della
band di Axl e soci è di quelle che non si dimenticano! In quel robottone che
indugia davanti alla bella fioraia appena violentata c’è l’essenza dei Guns n’
Roses: violenza e perversa sensualità.
Non c’è dubbio, “Welcome To The Jungle” è un pezzo destinato a passare ai
posteri come un tipico esempio di street rock, dove, come in tutto il resto del
cd, rock duro, punk e spruzzi di metal si prendono per mano generando quello che
di più vicino possa esserci ad un orgasmo auditivo.
La
goduria continua e cresce con capisaldi del genere come “It’s So Easy”, in cui
si sente uno dei più belli fuck off mai pronunciati in studio o con “Nightrain”,
che in effetti vi travolgerà come un treno con il suo riff semplicemente
perfetto: sia lodato Slash.
Per la prima volta da quando sputo sentenze sulle fatiche musicali altrui, sono
totalmente incapace di eleggere una best song: fregiare una canzone qualsiasi
del lotto con questo titolo sarebbe indubbiamente una vergognosa ingiustizia nei
confronti delle altre. In questo “dischetto” non c’è un giro
d’accordi scontato, non c’è un ritornello banale. Non ho dubbi, quando dovrò
mettere il mio futuro figlio in una navicella spaziale per farlo fuggire da
questa terra ormai devastata e prossima al collasso, infilerò questo e pochi
altri cd sulla sua culla, con allegato un post-it su cui scriverò: questa era la
musica che spaccava i culi sulla terra… e altrettanto farà in qualsiasi altro
pianeta!