Veramente molto interessante questo terzo lavoro dei danesi Anubis
Gate, quintetto dedito ad un progressive metal tecnicamente
ineccepibile e con validi spunti tecnico-compositivi. Se il genere
proposto è, di base, quello di scuola Dream Theater, Vanden Plas, e
compagnia bella (seppur con pezzi dal minutaggio non esageratamente
elevato), la band riesce sapientemente ad inserire sprazzi di
sonorità che ricordano alcuni gruppi proto-prog metal degli anni ’80
come Fates Warning, Queensrÿche e Heir Apparent. In questa maniera
cerca di diversificarsi un poco dal marasma delle uscite in seno a
questa battuta corrente musicale. Se “Snowbound” ricalca nel
migliore dei modi i sentieri tracciati dal teatro del sogno e dai
suoi epigoni,”Waking Hour” e “Beyond Redemption” propongono un sound
più vicino al power metal, con le classiche sfuriate in doppia
cassa.“This White Strom Through My Mind” vive invece di momenti più
riflessivi e oscuri, figlia di quel metal “colto” anni ‘80,
riuscendo anche a creare un “ponte” tra passato e futuro, grazie
all’eccellente break strumentale posto a fine canzone. Riuscita la
melodia del chorus della piacevole “Point Of No Concern”, forse una
delle più immediate dell’album e un plauso per la suite “The End Of
Millenium Road”, abbastanza diversificata per non annoiare
l’ascoltatore. La chiusura è affidata ad una traccia non segnalata
sul booklet: non disprezzabile, ma non del tutto convincente, causa
il perenne senso di déjà-vu. Ci troviamo sicuramente davanti
all’ottima prova di un gruppo che potrà conquistare molti fan del
prog metal più ispirato. Dimenticavo: splendida l’immagine di
copertina e produzione superlativa!