ALTER BRIDGE
-One
Day Remains
-
2004
(Wind Up Records)
Il
progetto Alter Bridge nasce in seguito allo scioglimento dei Creed, campioni
multimilionari del post grunge con oltre trenta milioni di dischi venduti. Ai
membri fondatori della band americana Mark Tremonti alle chitarre, Brian
Marshall al basso e Scott Phillips alla batteria si unisce il talentuoso
cantante Miles Kennedy, proveniente dai Mayfield Four. Lo stile non si discosta
molto da quello dei Creed ma risulta più libero e meno imbrigliato da schemi e
suoni già sentiti in passato. La band sforna un lavoro estremamente compatto,
brillante ed assolutamente privo di flessioni. Il modern rock proposto è
immediato ed entra subito nel cervello. L’energia sprigionata da brani come
“Find The Real”, “One Day Remains” e, soprattutto, dallo splendido mid-tempo
“Open Your Eyes” è impressionante. Cascate di chitarre ruvide, intrecciate
sapientemente da Tremonti con assoli da brivido, trasformano ogni pezzo in un
piccolo capolavoro; la ciliegina sulla torta è la voce del carismatico Kennedy,
frontman eclettico che sa raggiungere ogni tonalità sia nei brani più tirati che
nelle struggenti ballate. “Broken Wings” sintetizza in soli quattro minuti il
meglio del repertorio post grunge, aggiungendo quel tocco di melodia a cui
pochi, forse nessuno, fino ad oggi aveva mai pensato. “Metalingus” è una vera e
propria bordata ideale per “pogare” sotto il palco, mentre con il lento “In
Loving Memory”, dedicata alla madre da poco scomparsa, Mark si supera firmando
una della migliori ballate scritte negli ultimi dieci anni. Arrivati a questo
punto per il 90 % delle band sul mercato si griderebbe al miracolo, ma gli Alter
Bridge vanno oltre ed assestano il definitivo colpo del k.o. con la doppietta
“Down To My Last” e “Shed My Skin”, per le quali è impossibile tenere fermi i
piedi. Un disco che chiunque, amante o meno del genere, dovrebbe almeno
ascoltare per essere poi libero di innamorarsene definitivamente.