Dopo
alcuni anni di silenzio ecco ripresentarsi gli Alliance, creatura del talentuoso
singer Robert Berry (ex Three, Hush, Gtr ed Ambrosia). A fargli compagnia
troviamo come in precedenza musicisti di prim’ordine quali il chitarrista Gary
Phil (Boston, Sammy Hagar), il batterista David Lauser (Sammy Hagar) ed il
tastierista Alan Fitzgerald (Night Ranger). Il nuovo album non si discosta
minimamente da quanto proposto nel recente passato: un aor puro ed
incontaminato, sempre contraddistinto dalle sofisticate trame melodiche tessute
dalla band. Boston, Night Ranger, Asia, Survivor e Foreigner sono alcuni tra i
nomi a cui potremmo accostare le sonorità del gruppo, che attraverso gli anni si
è costruito uno stile personale ed inconfondibile. Ne sono la prova brani come
l’ariosa opener “Road To Heaven”, perfetto prologo di un disco estremamente
omogeneo nella composizione delle canzoni. “I Can Breathe” rapisce grazie a
suadenti armonie impreziosite da un lavoro tastieristico di grande livello.
“Make A Stand” è una ballata d’altri tempi, in cui la voce di Berry e la
chitarra di Phil intrecciano sapientemente deliziose melodie. Ad episodi più
misurati si susseguono trascinanti song come la perfetta “Anything Goes”, un
vero e proprio crescendo dal sapore vagamente southern. Atmosfere ottantiane
alla Robert Palmer introducono la ruffiana “Like Me Like That”, mentre le
seguenti “Broken Glass” e “We Don’t Talk” non centrano fino in fondo l’obiettivo
risultando poco coinvolgenti. Un piccolo calo di tono cui la band pone subito
rimedio grazie all’energica “Comin’ Home”, seguita a ruota dalla splendida
“Nothin’ Else I Can Do”, influenzata da un ritornello che ricorda qualcosa del
repertorio degli U2. “Walkin’ Away” conferma l’ottimo momento del gruppo, che si
muove perfettamente a proprio agio su sentieri già battuti dai Foreigner. Ai
Night Ranger del periodo Man In Motion ci riporta “Not Done Til It’s Done”,
mentre la chiusura è affidata alla frizzante “Much More Innocent”, pezzo dal
tipico sound aor anni ‘80. Un album estremamente piacevole da ascoltare,
compatto e senza eccessivi cali di tono, suonato da musicisti capaci ed esperti
che costituiscono il vero valore aggiunto di questo Road To Heaven. Un lavoro
consigliato agli appassionati di sonorità disimpegnate ma mai banali.