I
gruppi rock ‘n’ roll italiani sono stupidi. Molto stupidi. C’è gente
in giro da anni che ancora non ha capito che farsi il mazzo portando
nei localini pezzi propri (per cui non s’è dormito la notte pur di
farli suonare il più originale possibile) non paga. Per avere
successo bisogna copiare, meglio se spudoratamente. Fa nulla se la
fonte d’ispirazione è una delle rock band più famose - e meno
fantasiose - dell’intero pianeta, fa nulla se si è australiani come
loro (gruppi italici: trasferitevi e prendete la residenza a
Melbourne, per Dio!) e se si hanno, guarda caso, due fratelli in
formazione. E non importa nemmeno se il cantante/chitarrista è un
concentrato di Angus Young/Bon Scott/Brian Johnson, anzi, meglio! Di
che band stiamo parlando? Dei Cugini Di Campagna, ovviamente (Sai
che non è una malvagia idea? Un “bel” gruppo giovane e identico ai
Cugini da mandare per vendetta agli australiani! NdStefano). Provate
anche voi band italiche, se non ce la fate, fatevi dare una dritta
da gente più smaliziata come Wolfmother e Jet: nella peggiore delle
ipotesi vi ritroverete fra le mani un contratto con la “piccola” EMI
e gig di supporto a “ragazzini alle prime armi” come Rolling Stones
e Mötley Crüe. Agli Airbourne è toccata proprio questa infame sorte.
E pensare che hanno undici brani tutti uguali e originali come
quelli che a carnevale si vestono da Zorro. Mamma mia, gruppi
italiani, come siete messi male. Possibile che vi si debba insegnare
tutto noialtri? Mettete su Highway To Hell e prendete a capocciate
il muro per tutto il tempo che avete sprecato. “It’s a long way to
the top, if you wanna rock and roll” dicevano i maestri, gli alunni,
però, preferiscono prendere la scorciatoia. Uhm, ci starò ancora
dentro alla mia divisa da scolaretto?