ROXX ZONE PARTY JADED HEART + Sex For Cash + Johnny Burning + Garden Of Eden 30/04/2008 - Sottotetto (Bologna)
Report di Paolo Paganini, Mario Grasso, Luca Driol e Stefano Gottardi, foto di Paolo Paganini
Ad aprire le danze di questa splendida serata ci pensano i parmensi Garden Of Eden con il loro azzeccato mix di hard rock spruzzato qua e là da iniezioni di punk
e rock and roll. Nonostante la scarsità di pubblico dovuta all'orario (perché iniziare così presto?), i nostri propongono uno show decisamente all'altezza "incendiando" il palco
e facendo trasparire una coesione di gruppo non indifferente. Le ottime impressioni avute dal loro demo vengono confermate ampiamente dalla prestazione
live: chitarre graffianti, una voce ora calda ed espressiva ora potente e maestosa ed una sezione ritmica sugli scudi fanno di questo quintetto una sicura
promessa del panorama hard rock italiano. Oltre ai cavalli di battaglia "Aperitive", "Artificial Moon" e "Keep Screaming" (vere e proprie mazzate in
perfetto stile '80) viene addirittura proposto un Led Zeppelin medley con cui il gruppo se la cava egregiamente, confermando ancora una volta di essere
pronto per il salto di qualità. Bravi!
(Mario Grasso)
Potrei girarci intorno, ma giungo subito al sodo: i Johnny Burning sono la migliore glam band italiana.
Anche in questa occasione il quintetto imolese ha offerto una prestazione da urlo, in virtù di canzoni con la C maiuscola, suonate come si deve e interpretate alla perfezione dal singer Manuel. È proprio il cantante a catalizzare l'attenzione del pubblico, grazie a degli aderentissimi spandex che lasciano intravedere un ridottissimo tanga, alle movenze sexy, ma soprattutto ad un timbro vocale (una convincente via di mezzo tra Vince Neil e C.J. Snare, giusto per fare 2 nomi noti!) che calza a pennello con il genere proposto. È difficile segnalare un pezzo che brilli più degli altri tra quelli presentati, essendo tutti di prima categoria, ma sicuramente la trascinante "Idiota", in cui compare anche un'armonica suonata dallo stesso Manuel e la divertente "Sassie Lassie Goose" sono state veramente coinvolgenti. Bravo Bassa alla chitarra solista (per quanto mi riguarda il migliore della serata, per lo meno in termini di gusto per gli assoli!) e un plauso anche al resto del gruppo che, nonostante la giovane età, ha offerto un set professionale e formalmente perfetto. Il pubblico (tra i quali un esaltatissimo Mick, singer dei Sex For Cash) ha enormemente gradito lo show,
per cui viene spontaneo chiedersi: a quando un contratto discografico?
(Luca Driol)
Archiviata la scintillante performance dei Johnny Burning, tocca ai Sex For Cash infiammare la platea. Più sobri nell'immagine, eccezion fatta per il carismatico cantante Mick, i ragazzi giocano in casa e si vede: il pubblico infatti risponde con entusiasmo alla loro proposta. Complice l'orario, il locale comincia a riempirsi e l'esibizione cattura l'attenzione di molti più occhi rispetto ai gruppi precedenti. L'attacco, riservato a "Can't Bring Me Down", mette purtroppo in mostra un sound decisamente impastato, senza dubbio il peggiore della serata: i musicisti però, pur non sentendosi sul palco come ci confideranno più tardi, suonano a memoria e con una grinta incredibile. Il risultato è molto buono e la gente si diverte! Dopo un altro pezzo estratto dall'ep (che eseguiranno per intero), "Red Light", la band regala agli astanti un brano nuovo di zecca, che farà parte del prossimo album: "Negative Attraction". Andrebbe sicuramente risentito per giudicare con maggiore accuratezza, ma la sensazione è che i Sex For Cash proseguiranno a battere una strada che finora gli ha fatto guadagnare decine e decine di consensi. Lo show prosegue con la ballad "Dreamin' Your Dream",
con Mick sugli scudi intento a prendere note altissime con una semplicità tale da consentirgli di starsene accovacciato davanti al pubblico incantato. La successiva dedica
a Roxx Zone e al sottoscritto (grazie ragazzi, mi sono sentito piccolo piccolo, in fondo sono solo uno scribacchino, la musica la fate voi!), introduce la title track dell'ep,
la coinvolgente "One Night Girlfriend", che fa da preludio alla conclusiva ed unica cover "Maniac". Lo scroscio di applausi finale a suggello di una prestazione energica
e convincente è del tutto meritato.
(Stefano Gottardi)
Dopo l'ottima esibizione dei gruppi di supporto, alle 23 e 15 circa è la volta degli headliner della serata, i tedeschi Jaded Heart. La band è nata agli inizi degli anni novanta ed ha inciso fino ad oggi ben otto album in studio. Il repertorio quindi non manca ma, come era logico aspettarsi, il gruppo propone una scaletta sbilanciata in gran parte a favore degli ultimi due dischi, da cui vengono tratte ben dieci delle quindici song in scaletta. Ad aprire è proprio la doppietta "Hero" - "Justice Is Deserved", rispettivamente prima e seconda traccia della loro ultima fatica in studio. La band sembra in ottima forma e sfodera una prestazione ad alto tasso energetico, sapientemente bilanciata da melodie accattivanti piuttosto distanti dal solito stile crucco. Buona l'impressione del nuovo inquietante singer (solo dal punto di vista fisico!) Johan Fahlberg che riesce (almeno in parte) a non far rimpiangere il vecchio Michael Bormann. La platea abbastanza numerosa gradisce la performance e forte di questo il gruppo la ripaga proponendo dal penultimo Helluva Time la scoppiettante "Somewhere" e la granitica "Live And Let Die" dal fortunato IV. I cinque ragazzi tedeschi si muovono con disinvoltura sul palco ed anche se tecnicamente non possono certo essere considerati dei mostri, costituiscono comunque un organico piuttosto compatto, capace di non deludere mai i propri fan. "Inside Out" ci riporta indietro nel tempo, addirittura all'esordio della band risalente al 1994 con l'omonimo album. Dopo le interlocutorie "Tomorrow Comes" e "Shores Of Paradise" è la volta di "Sinister Mind" introdotta da un duro giro di chitarra e seguita dalla cover metallizzata della hit di Anastacia "Paid My Dues". La cose migliori si sentono quando il gruppo affronta i pezzi più melodici del proprio repertorio come la trascinante "Journey Will Never End" dal disco omonimo del 2002, uno dei più riusciti della loro carriera. In chiusura di concerto si avverte un leggero calo da parte del vocalist, che soprattutto su "Anymore" sembra soffrire un po' la stanchezza. Questo nulla toglie alla loro prestazione che chiude nel migliore dei modi una splendida serata ottimamente organizzata per il primo compleanno della
nostra giovane webzine dall'ormai mitico Emiliano Nanni. I ringraziamenti di rito oltre che alla band che hanno suonato vanno ovviamente al nostro capo redattore
Stefano Gottardi, che tenacemente porta avanti il proprio progetto di cui anche chi scrive fa orgogliosamente parte. Come direbbe il buon Mario: Stefano "facce sugnà!!"
(Paolo Paganini)
In conclusione l'inevitabile lista dei ringraziamenti!
Per primi i gruppi, a dir poco eccezionali: Jaded Heart che hanno coinvolto il pubblico con la loro energia, Sex For Cash che hanno fatto gli onori di casa tenendo il palco
con grande classe, Johnny Burning che si sono dimostrati una sleaze band su cui scommettere (da far impallidire gli scandinavi!), e Garden Of Eden, che, nonostante l'orario d'inizio della loro esibizione combaciasse con l'arrivo delle prime persone al locale, hanno suonato con entusiasmo come se fossero davanti ad una platea immensa.
Bologna Rock City ed il grande Emiliano, al quale dico solo: grazie di esistere! Se questa musica continua ad avere un senso nel nostro Paese è soprattutto per merito di
gente come te!
Ai miei ragazzi, quelli che erano presenti al party e quelli che ci sono stati vicini con la testa e con il cuore.
All'anno prossimo!
(Stefano Gottardi)