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Reviews
THE MORNING AFTER
You Can't Hurt Steel
(Rising Records)
2010
Che tipo di musica suoneranno i The Morning After? L'artowrk futuristico di questo disco d'esordio farebbe pensare ad una speed metal band à la Agent Steel, ma all'interno del booklet oltre ai testi e i ringraziamenti non c'è altro; per fortuna la rete ci viene incontro mostrandoci il look dei quattro giovanissimi inglesi, che hanno quasi l'aria di una modern rock band. Non resta che mettere il cd nel lettore e ascoltare. L'intro “Metropolis” non chiarisce alcun dubbio, tocca perciò a “Lost In Time” risolvere l'arcano: quella che a prima vista sembrerebbe una melodic metal song dalla tinte progressive, stupisce quando fanno capolino delle growling vocals del tutto inattese. Proseguendo l'ascolto le sorprese non mancano, e ci si trova spesso spiazzati da repentini passaggi dal falsetto al growl. La ballad in puro aor-style “In The Heart Of The Young”, piuttosto fuori contesto, si lascia comunque apprezzare smorzando brevemente la tensione e preparando le orecchie alla seconda parte del disco, dove spicca la furiosa e moderna “Sometimes After Dark”. Degna di menzione è anche la versatile title track, anticipata dai cori gregoriani di “The Destroyer”, che pone il sigillo su un platter in cui buoni musicisti, tanta melodia e pregevoli ritornelli si fondono in un mix ben congegnato di 80's metal, hard rock, aor e metalcore, andando a formare un debutto che lascia il segno. Per il futuro sarebbe tuttavia auspicabile una maggiore uniformità stilistica, che in questo caso, mancando, è stata la sorpresa, ma nel prossimo lavoro potrebbe finire per rivelarsi un limite e, quindi, un ostacolo insormontabile.
Stefano Gottardi
Track List:
1. Metropolis
2. Lost In Time
3. Hell And High Water
4. Glitter And Bombs
5. Crush Kill Destroy
6. In The Heart Of The Young
7. Atlantis
8. Sometime After Dark
9. The Destroyer
10. You Cant Hurt Steel
Contatti:
www.myspace.com/themorningafterrock