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WHITESNAKE - EUROPE

Live Reports

WHITESNAKE - EUROPE - TIGERTAILZ

Villa Contarini, Piazzola sul Brenta (PD)
23/07/2008

Report di Ivan Varsi e Mario Grasso, foto di Anna Minguzzi

Persi a causa del traffico i
Tigertailz, ci concentriamo sulle altre due band che si sono esibite sul palco di Villa Camerini a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova. Si tratta di un pezzo importante della storia dell'hard rock: circa 20 anni fa gli svedesi Europe infiammavano i palchi di mezzo mondo con pezzi ormai mitici come "The Final Countdown" e "Carrie", ora, quello che all'epoca sembrava un gruppo di ragazzotti timidi e quasi meravigliati del loro planetario successo è cresciuto, e alla reunion della formazione originale ha fatto seguito l'uscita di due nuovi album. Start From The Dark del 2004 e Secret Society del 2006 sono stati dimostrazione di buona tecnica e, soprattutto, di saper stare al passo con i tempi con uno stile che, del tutto diverso da quello adottato negli 80s, strizza l'occhio a sonorità dure, quasi di stampo new metal, ma con motivi sempre accattivanti. Tutte caratteristiche messe in mostra in un live molto ben suonato in cui canzoni vecchie come "Rock Tonight", "Cherokee" e ovviamente "The Final Countdown" si alternano alle song contenute nei loro lavori più recenti, dando quasi l'impressione che sul palco ci siano due band diverse che si fondono insieme in un unico corpo senza mai sfigurare l'una nei confronti dell'altra. Serpeggia però un po' di delusione fra il pubblico per le condizioni a dir poco precarie della voce di Joey Tempest: lo si sente arrancare e quasi sembra faccia uno sforzo immane anche solo nell' interloquire con la folla. Condizioni precarie che poi lo costringono, fra l'altro, a proporre una versione acustica di "Carrie", canzone che inevitabilmente perde un bel po' del suo carico emotivo, ma che risulta comunque apprezzabilissima quando scende in campo John Norum. Uno splendido assolo salva il pezzo così come John salva un po' tutti gli Europe con i suoi virtuosismi e con una prova magistrale degna di una citazione speciale.
Dopo una mezz'oretta d'attesa ecco il momento che la maggior parte delle persone accorse aspettava con ansia: ci sono i
Whitesnake! Veder apparire sul palco a pochi metri da noi un autentico pezzo di storia come David Coverdale è fantastico ed il boato del pubblico ne è la chiara testimonianza. La band angloamericana mette su un muro sonoro spaventoso, sentiamo la cassa della batteria rimbombare nel petto sostituendo per un paio d'ore i nostri cuori che, dopo 28 anni di onorato servizio, possono finalmente prendersi una piccola pausa. Pausa più che meritata date le dure prove a cui li abbiamo sottoposti. Reb Beach e Doug Aldrich si scambiano con maestria i ruoli di lead e rhythm guitar, una competizione fra i due senza vincitori né vinti, l'unica a trionfare alla fine è la musica, quella buona, quella suonata da chi lo sa fare davvero e questi grandi professionisti ne sono più che degni rappresentanti. Nella scaletta David ci regala tutti i classici più belli della sua carriera: "Is This Love", "Love Ain't No Stranger", "Here I Go Again", e qualche estratto dall'ultimo lavoro Good To Be Bad. Ottima la prova di Uriah Duffy al basso ed apprezzabile anche il colpo di scena dell'entrata di Joey Tempest che duetta con Coverdale in "In The Still Of The Night". Ma non si potrebbe chiudere questa recensione senza parlare del leader e anima dei Whitesnake, un animale da palcoscenico straordinario, uno dei più grandi intrattenitori che ci siano nel mondo dell'hard rock e non solo, che strizza l'occhio al suo pubblico con qualche frase accennata in italiano, che salta e canta, non benissimo per la verità, ma sembra comunque un ragazzotto di 30 anni più giovane, insomma, permetteteci il termine, una vera puttana da palcoscenico, uno nato per fare quello che fa.
Dobbiamo chiudere con una nota polemica. Non c'era tantissima gente - non comunque quanta un live del genere ne avrebbe meritato - e forse la colpa è anche dell' infelice scelta della location. Niente da dire sulla bellezza estetica di Piazzola sul Brenta, un tipico paesino della provincia veneta, ordinato, pulito, un luogo che sembra uscito dalle fiabe, ma troppo isolato dal resto del mondo. Un posto difficilmente raggiungibile se non in auto e questo forse ha scoraggiato tanta gente facendogli perdere una serata da ricordare.





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