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SEX SLAVES - Wasted Angel

Reviews

SEX SLAVES
Wasted Angel

(Loch Ness Records)

2009


C'è gente che il rock'n'roll ce l'ha nel sangue: molti sono americani, i Sex Slaves appartengono a questa categoria. Giunti al secondo episodio sulla lunga distanza, questi tre ragazzi di New York riprendono la formuletta magica che aveva decretato il successo del debut album e la ripropongono a tutti quelli che, distrattamente, non si fossero accorti di loro. E la ricetta sonora funziona anche stavolta: rock'n'roll diretto come un pendolino, ritornelli a effetto che si stampano in testa al punto che per scacciarli occorre chiamare la “disinfestazione mentale”, tonnellate di riff semplici ma buoni e genuini come tutte le cose semplici (chi ha detto la torta fatta in casa?) e melodia a profusione, come sparata da un geiser. Se ai tempi di Bite Your Tongue la hit si intitolava “Thank God For Jack Daniels”, oggi si chiama “Sssssay What?” ma l'efficacia è la stessa... e il tasto “repeat” si infiamma! Non c'è una singola canzone che scarteresti da questo disco tanto è valido il songwriting. Sì, per una volta lasciatemelo scrivere: “It's only rock'n'roll but I like it!”. E chi se ne frega che cosa va di moda e che cosa no, quando si riescono a fare coesistere con successo old style rnr, modern rock, punk e hard rock all'interno di uno stesso album, o si è dei numeri uno oppure il recensore di turno ha bevuto. E chi scrive è del tutto sobrio e si esalta di fronte alla naturalezza con cui i Sex Slaves mischiano una base quasi dance ad un riff 80iano e ad un coro memorabile nell'arioso up-tempo “Beautiful Embrace”: se non è classe questa! Non ci si sa davvero cosa aspettare mentre scorre la track list, infatti l'imprevedibile trio delle meraviglie (Eric 13 voce e chitarra, Del Cheetah basso, J Bomb batteria) è capace di piazzare in rapida successione una ballatona strappamutande, “Live At Night”; un classico mid-tempo ricco di improvvise sfuriate dal sapore moderno, “House Of A Madman; un tormentone, “Cheap Imitation”, con testo da applausi (“Your New Boyfriend Is a Cheap Imitation Of Me/ And I Will Get You Back Eventually / Are You Really To Blind To See / He's Just A Cheap Imitation Of Me / His Band Sucks, You Can Do Better / At Least I Don't Cry In Movies); una power ballad acustica, “Just A Memory”; e un pezzo punkeggiante davvero elettrizzante, “Liquor Store Romance”, senza mai perdere un colpo o far calare l'attenzione di chi ascolta. E dopo questo assalto sonoro c'è spazio per altre tre canzoni, fra cui la Cult-oriented “Mexico”, altra perla, e la conclusiva “Nothing Like It”, che mostra come chiudere in bellezza un disco straordinario, piazzando all'ultimo posto della track list un brano da pura ovazione, uno dei migliori dell'intero album. Quando sento dischi come questo, rimpiango di aver eliminato la sezione “Must Read” dalla webzine! C'è ben poco da aggiungere: se amate Buckcherry, The Cult, The Wildhearts e Hardcore Superstar (quelli vecchi, quelli buoni), o anche se non li amate, fate un favore a voi stessi: procuratevi Wasted Angel e spaccatevi le orecchie!

Stefano Gottardi

Track List:

1. Long Live The Dead
2. Sssssay What?
3. Fuk 4 Luv
4. Bloodlust
5. Beautiful Embrace
6. I Live At Night
7. House Of A Madman
8. Cheap Imitation
9. Memory
10. Liquor Store Romance
11. I Was There
12. Mexico
13. Nothing Like It






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