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BRUNOROCK - War Maniacs

Reviews

BRUNOROCK
War Maniacs

(7Hard)

2009

Rimasto senza contratto dopo il fallimento della sua precedente casa discografica, il mastermind della band Bruno Kraler ha deciso di autoprodurre un album dal vivo, che gli è valso un nuovo deal, sempre con un'etichetta tedesca, la 7 Hard, che ha dapprima ripubblicato in versione ufficiale il live, e poi dato alle stampe War Maniacs. Curiosa la gestazione del disco, che ha visto Kraler prendere spunto dalle opinioni di un manipolo di fan e appassionati di aor accomunati dalla frequentazione di un internet gestito dallo stesso musicista altoatesino, che hanno avuto l'onore di esprimere il proprio parere e addirittura dare qualche consiglio al buon Bruno! Sicuramente un metodo di lavoro alternativo e rivoluzionario, segno anche della grande umiltà del cantante/chitarrista. Undici i brani presenti, di cui due, “Julia” e “Time To Run”, ripresi (e rivisti completamente) dal precedente Live On Fire. A livello stilistico la band resta fedele a sé stessa: il rock melodico infarcito di cori a profusione è questa volta impreziosito dalle frequenti incursioni del tastierista Alessandro Del Vecchio (Edge Of Forever, Moonstone Project e Eden's Curse) , vero e proprio co-protagonista di questo full-length. Già, ma basta rimanere fedeli alla linea per conquistare i favori del pubblico? Non sempre, anzi, spesso accade proprio il contrario e questo perché l’aor, nella sua accezione più ampia del termine, è un tipo di musica che nel corso degli anni ha lentamente esaurito i suoi argomenti, vuoi perché stilisticamente è piuttosto complesso trovare qualche elemento in grado di svecchiare la proposta facendo respirare una ventata di aria fresca agli affezionati ascoltatori, vuoi perché è oggettivamente troppo alto il numero di gruppi che ogni mese propinano il proprio materiale. In questo l'aor ricorda da vicino il power metal, un altro genere musicale che, dopo qualche anno di splendore, ha finito per scadere in una ripetitività che ne ha ostacolato sia lo sviluppo che l’inizio di una seconda giovinezza. L’ancora di salvataggio, l’unico elemento in grado di sottrarre un album al suo triste destino di presenza fissa fra le offerte dei mailorder specializzati, è la bontà del songwriting, che deve riuscire a rendere accattivante la quasi totalità delle composizioni. Andando ad analizzare più da vicino la proposta dei Brunorock, è palese che con War Maniacs questo accada. Da subito appare notevole la qualità delle canzoni, molto curate a livello di arrangiamenti, che si mantiene alta e costante per tutta la durata del disco; da segnalare in particolar modo le ficcanti melodie di pezzi come “Liar”, “Julia”, “In Search Of Faith”, “War maniacs” e la cover (stravolta ma in senso positivo) di “Touch Too Much” degli AC/DC, che hanno il pregio non comune di risultare efficaci e mai noiosi nonostante la natura fortemente catchy che li contraddistingue. Segno che a volte, oltre alla passione ed alla costanza, serve anche una buona dose di talento, che il signor Kraler dimostra di avere. Ultima, ma inevitabile, nota di merito va fatta alla produzione, senza dubbio di pregevole fattura, curata dallo stesso artista con il chiaro intento di avere un sapore volutamente vintage, come negli anni d'oro della grande musica rock. Pollice su!

Stefano Gottardi

Track List:

1. Breakthrough
2. Liar
3. Julia
4. Last Ride
5. In Search Of Faith
6. Forever Free
7. Time To Run
8. War Maniacs
9. Touch To Much
10. Temptations
11. Painless Skies




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