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WAKE UP CALL

Interviews

WAKE UP CALL - Dario & Tommy

Intervista a cura di Stefano Gottardi

Giovani ma maturi e determinati, i romani Wake Up Call raggiungono il traguardo del primo full-length, centrando subito l'obiettivo. Ne abbiamo discusso con il bassista Dario e il cantante Tommy, che hanno anche colto l'occasione per tirare le somme sui primi anni di vita del gruppo.

Ciao ragazzi, grazie in anticipo per il vostro tempo. Un anno dopo l'ep omonimo è arrivato il primo full-length album, Batteries Are Not Included, innanzitutto perché questo titolo?
Dario: Il titolo rispecchia sicuramente l’idea che noi non siamo degli automi che a comando fanno tutto quello che la società, gli “altri”, mettetela come vi pare, ordinano o impongono! Chi l’ha detto che le cose che noi dobbiamo essere o le cose che noi dobbiamo fare debbano essere decise da altri? Siamo liberi di vivere la vita come noi vogliamo e non come dovrebbe essere.
Tommy: Pensavo un po’ ai giocattoli con cui sono cresciuto negli anni 90, queste cazzo di batterie non erano mai incluse nella scatola e non ci potevo mai giocare subito, è stato un trauma che mi sono portato fino al momento in cui anche io ho fatto qualcosa e ho potuto scriverci sulla scatola “le batterie non sono incluse”. Ma questa storia non la conosceva nessuno, neanche gli altri, la versione ufficiale è quella di Dario.

Parliamo delll'artwork: che messaggio vuole comunicare?
Dario: Esattamente il concetto del titolo dell’album. Il cuore a forma di motore con ingranaggi e cavi elettrici che passano per il corpo al posto delle vene spiega esattamente il fatto che non dobbiamo essere il manichino di nessuno. Abbiamo una nostra testa, un nostro cuore per poter prendere le decisioni per noi stessi.
Tommy: Volevamo qualche cosa di forte, che facesse capire il concetto e il messaggio del titolo dell’album. Che la nostra musica è viva, non è un prodotto fatto in serie, che ha bisogno delle batterie per funzionare.

Vi siete mossi in maniera piuttosto professionale, affidando missaggio e mastering ai rinomati Hate Studio, mentre per le riprese avete lavorato a Roma. In passato avete anche sperimentato Beau Hill... insomma, la ricerca di un suono ben definito è finalmente finita?
Dario: Non è assolutamente finito. È vero abbiamo ripetuto l’esperienza di registrazione dell’ep, ma semplicemente perché pensavamo che le canzoni che avevamo scritto avessero bisogno nuovamente di quel tipo di suono che le rendesse nel modo migliore possibile e non siamo stati delusi neanche un po’. Non è detto che sia la strada definitiva che vogliamo intraprendere, ma per ora è quella giusta!
Tommy: Come la nostra musica è sempre in evoluzione e cambiamento continuo - e credo che la varietà di influenze che si trova in questo nostro primo album lo dimostri - così credo sarà anche il nostro suono. Mi piace pensare di far parte di una band che farà sempre come gli pare, essendo liberi da vincoli con terzi, nel prossimo album possiamo cantare in latino o metterci dei pezzi rap, chi lo sa. Inevitabilmente il sound si adatterà al songwriting, quando andremo a registrare qualche cosa di nuovo in base ai pezzi e al risultato rivaluteremo con chi lavorare. Sicuramente in questo momento artistico abbiamo trovato una squadra di produzione vincente che mi soddisfa totalmente che sono Mirko Ravaglia, Danilo Silvestri e Maurizio Icio Baggio… e la cosa che mi soddisfa ancora di più è che è una squadra tutta italiana, non siamo dovuti andare a cercare all’estero per avere una produzione che spacchi il culo. In Italia si può lavorare alla grande.

Come vi muovete, invece, per avere un buon booklet, bello da vedere, con i testi corretti, etc, e quanto pensate che questo sia un aspetto importante del “business”.
Tommy: Per me i testi sono importantissimi, quando compro i dischi e nel booklet non ci sono i testi mi rode troppo il culo! (ride)
Dario: Non avevamo mai provato “l’esperienza” di un booklet con all’interno i testi delle nostre canzoni. Ci è sembrata una cosa giusta da fare visto che per molte persone è sempre bello sapere cosa si sta ascoltando e i veri significati dei testi. Per come gira poi il mondo musicale di oggi dove l’impatto visivo conta moltissimo - parliamo del modo di vestirsi, di stare sul palco, di come presenti un tuo lavoro- abbiamo ritenuto doveroso mettere un “qualcosa da guardare” all’interno dell’album.
Tommy: Ovviamente la parte estetica non è il punto più importante, crediamo sempre che se poi i contenuti musicali sono scarsi, nessuno si compra il cd perché è esteticamente figo. Però dopo che hai speso un sacco di soldi per farlo suonare come volevi, ci sembrava anche il caso di spendere qualche altro soldo che non abbiamo per presentarlo anche bene.

Di cosa parlano i testi delle canzoni e quali, a vostro avviso, rappresentano meglio l'essenza del disco?

Tommy: Gli altri mi prendono spesso in giro che la maggior parte dei testi che scrivo sono sempre incazzati, un po’ tristi e cupi, che magari vanno anche contro ogni tanto al mood della parte musicale che magari è più allegra. Sicuramente mi è sempre venuto più semplice scrivere in periodi tristi o da situazioni negative, ho sempre scritto più per sfogo e/o protesta contro qualcosa o qualcuno che per celebrare qualcosa di positivo. In questo primo disco, forse l’unico testo che reputo “leggero” rispetto agli altri è quello di “Let You Go”. I testi di canzoni come “Not Like You”, “Just Wanna Dance”, “Kill Your Dreams” parlano dei disagi che provo in certe situazioni e/o a rapportarmi con certa gente. “To Be” parla di voglia di vivere. “Smile” di una bellissima ragazza che ha avuto molti problemi. Il testo che rappresenta meglio l’album credo sia proprio quello di “Batteries Are Not Included”: noi siamo così, se vi piace bene, se non vi piace…affari vostri.

Mi ha colpito in particolare “Just Wanna Dance”: ottima canzone ma anche un testo che fa riflettere, specialmente se scritto da ragazzi giovani... che cosa volevate comunicare esattamente con quel brano?

Tommy: Il mondo fa schifo e tutti hanno diritto dopo 5 giorni di duro lavoro di cui non ti frega un cazzo a sfogarsi e divertirsi, amen. Ma io trovo allucinante che molte persone vivano una vita di merda, in un mondo che va a rotoli, guerre, fame vera, dolore vero, aspettando solo il weekend per potersi sballare e dimenticarsi di tutto. Una routine continua fino alla fine. Magari ci pensi che la tua vita fa schifo, che la dovresti cambiare, che magari potresti essere più utile, cambiare piccole cose per poi cambiarne più grosse... magari ci stai pensando poi però arriva il venerdì e sai che c’è? 'sti cazzi stasera si balla e ci si diverte. Il testo è nato dopo aver passato una serata per niente divertente a osservare le persone in una discoteca dopo aver visto il film documentario Draquila: l'Italia che trema. Volevo prendere un fucile e sparare a destra e sinistra, in America sarebbe stata una strage, in Italia, niente fucile, ho scritto un testo.
Dario: La stupidità che la nostra società sta piano piano raggiungendo se continuiamo a dare retta a tutta la pappa che la televisione ci propina ogni giorno. Siamo arrivati ormai a dei livelli di pazzia allucinanti con tutti i reality che mettono in risalto sempre più la stupidità della gente. Noi non ci riteniamo perfetti o le persone più in gamba su questa terra, ma le persone sono molto più interessate a chi vince il Grande Fratello che al fatto che stiamo con il culo per terra se non ci diamo una svegliata. “Fuck, It’s Friday Night, Thank God, Time To Forget” all’interno della canzone rispecchia alla perfezione questa situazione. E direi che lo consideriamo un credo questa cosa, tanto che abbiamo scelto questo pezzo come secondo singolo.

Avete girato un video per "To Be", ce ne sono altri in programma? Quanto è importante in questo periodo in cui buona parte della promozione di una band si svolge online, avere un buon prodotto anche a livello visivo?
Tommy: Se avessimo i soldi faremmo un video per ogni canzone, ormai la gente neanche te lo scarica più illegalmente il cd, sono tutti su YouTube. È sempre più difficile con le migliaia di informazioni online, stronzate su Facebook ecc ecc... far interessare una persona a cliccare play per ascoltare la canzone di una band nuova. In genere il video si clicca almeno la prima volta più facilmente, solo che fare un video un minimo carino, costa e se voi cari lettori non comprate il cd, fare video carini diventa impossibile. Siamo molto soddisfatti del video di “To Be”, per questo per il secondo lavoreremo di nuovo con la stessa regista Luna Gualano. Solo che per questo secondo video faremo una cosa “un po’ più cattiva”.

In questi anni avete suonato tanto, anche all'estero, che tipo di esperienza è stata? Che differenze avete notato fra il gestore italiano e quello straniero e fra il pubblico?
Tommy: La prima cosa tra il gestore italiano e quello straniero, anche non solo chi gestisce un locale, ma chiunque abbia a che fare con questo business, è che la band che va a suonare che si fa il culo per girare e portare la propria musica, non è un povero stronzo che sta giocando a fare la rockstar e che quindi se gli si da 2 birre e un piatto di pasta deve ritenersi già super contento, ma viene considerato come un lavoro che merita assoluto rispetto . La prima volta che siamo andati all’estero, anche i pub piccoli stampavano locandine, le attaccavano in giro per la cittadina e se il locale era mezzo vuoto, il proprietario veniva con gli occhi tristi a chiedere scusa a noi del gruppo perché c’era poca gente e un gruppo come il nostro si meritava molto di più, ci toccava quasi consolarli noi! E ci promettevano che la prossima volta se avremmo deciso di ritornare avrebbero fatto ancora più pubblicità cercando di riempire il locale perché ce lo meritavamo. E abituato alle situazioni italiane ci è mancato poco che mi mettessi a piangere. Fatto sta che ad alcuni di quei locali siamo tornati 6 mesi dopo e alcuni erano pieni al secondo giro. E ci pagano cifre che qui in Italia raramente abbiamo visto, anche in locali che abbiamo stra-riempito più volte. Stiamo cercando di organizzare date in Italia fuori da Roma per promuovere il disco, la maggior parte sono tutti contenti di farci suonare gratis o nel migliore dei casi con la “cena e tanta roba da bere”, come se noi suonassimo per sbronzarci: ammetto che spesso capita, ma non sarebbe l’obbiettivo primario in teoria e vi assicuro che non stiamo chiedendo molti soldi.

Qualche aneddoto divertente da raccontare successo durante i tour o le date con band già famose?
Tommy: La maggior parte degli aneddoti stupidi o divertenti riguardano Dario. Che sembra sempre la persona più tranquilla del mondo e poi puntualmente dopo il settimo Jack Daniel's comincia a impazzire e lo hanno visto: vomitare sul furgone, congratularsi più volte con occhi da pazzo col batterista dei Beautiful Creatures nei camerini per “l’ottimo concerto” con il poverino spaventato che non capiva, visto che ancora dovevano cominciare a suonare, vomitare sul furgone - che ho già detto ma è successo tante volte -, girare dopo i concerti nei locali con un foglio di carta attaccato sopra la maglietta con la scritta “we are always available to treat merchindising in exchange for sex”, vomitare nei locali, possibilmente nella parte con la moquet, cominciare a parlare con qualche bella ragazza e poi in pieno discorso svenire per terra o vomitare, strillare “sono un dio dorato” in piedi con i pantaloni tirati giù sul tettuccio del furgone insieme ad un altro membro della band in movimento davanti al locale, mentre io guidavo e suonavo il clacson ripetutamente. In questa band se sei quello che a fine sera deve riportare tutti a casa e guidare è una tragedia, quando abbiamo fatto qualche data in Sicilia, ne mettevi uno sul furgone, poi ne andavi a recuperare un altro e quando lo mettevi nel furgone, quello di prima non c’era più, era scappato. Però ammetto che un paio di volte mi avevano chiuso anche a me nel furgone e sono scappato dal finestrino.

Quali sono le migliori rock band underground contemporanee, a vostro avviso?

Tommy: In Italia per me i numeri 1 sono sempre i The Fire, la band italiana che dimostra a tutti che il rock serio in Italia si può fare, si può cantare in inglese e si può anche spaccare il culo a tanti gruppi inglesi, tedeschi o scandinavi dove si pensa che la qualità sia migliore. E i The Fire sono solo la punta di diamante. Stanno uscendo un sacco di gruppi validissimi, ognuno con le proprie sfumature About Wayne, Plan De Fuga, Vanilla Sky, Dope Star Inc, tanto per citare band che oltre a essere fighe, si stanno facendo anche sentire parecchio. Poi ci sono tantissime band con cui abbiamo suonato e che abbiamo visto live che meritano di uscire e aspettano di essere scoperte e seguite, in tutta Italia dal nord al sud!

Si lavora sodo, si investono tempo e denaro, ma dall'underground non si esce: che cosa spinge e motiva una band come la vostra ad andare avanti nonostante le difficoltà?
Dario: In primis la passione per quello che facciamo. Sarebbe davvero ridicolo a 24 anni fermarsi dopo soli 2/3 anni di visibilità e dopo aver comunque fatto, in questo breve tempo, dei passi da gigante. Magari la situazione migliorerà, o magari no, resta il fatto che se non ci provi fino alla fine, fino a che dici “ok le ho provate tutte” e arrivi a 35 anni suonati che ancora chiami al telefono i tuoi amici per farti venire a vedere ai concerti, non potrai mai sapere come sarebbero andate le cose se avessimo continuato. In secondo luogo perché il nostro batterista Giacomo sta con noi da poco e ancora gli abbiamo spillato troppi pochi soldi.
Tommy: Le difficoltà ti fanno apprezzare i piccoli traguardi e le piccole soddisfazioni. Se avessimo voluto una vita più facile e semplice, con più sicurezze, magari avrei studiato per diventare un avvocato. Ma il discorso non è neanche quello di volere una vita complicata a tutti i costi perché fa più figo, il discorso è che scrivere canzoni e suonarle in giro è l’unica cosa che voglio fare, non mi interessa spaccarmi le palle di lavoro di cui non mi interessa per comprarmi una costosissima macchina che fa scena con cui andarci poi a lavoro o lavorare come un cane per poter andare una settimana all’anno a Ibiza, non mi interessa pianificarmi un futuro e un piano di pensioni e di risparmi, per molte persone è una cosa stupida, ma io voglio solo scrivere canzoni e provare a suonarle in giro. Finché me lo potrò permettere non farò altro.

Come vi immaginate fra dieci anni?
Tommy: A scontare e pagare amaramente tutta questa spensieratezza, lavorando tristemente in un call center e aspettando il weekend per dimenticarsi di quanto la vita faccia schifo.
Dario: Tra 10 anni? Il chitarrista sarà sicuramente l’unico che avrà fatto qualcosa con la musica visto che è l’unico che ci capisce qualcosa! Io ed il cantante avremmo aperto sicuramente una fraschetta ad Ariccia e moriremo lì a forza di ingozzarci di porchetta e coppiette piene di grasso, mentre il batterista starà lavorando come un maiale per recuperare i soldi che gli abbiamo fregato durante gli anni di attività della band! (ride)

Tornando al presente: prossimi appuntamenti in programma?
Tommy: A fine novembre partiremo nuovamente per un po’ di date all’estero, in Svizzera e Olanda, nel frattempo registreremo il video del secondo singolo “Just Wanna Dance”, che uscirà subito dopo natale. A fine novembre il cd uscirà anche ufficialmente in Germania dove si farà una promozione “grossa” nei prossimi mesi, e se tutto va bene speriamo di chiudere con qualche data anche da quelle parti. Poi nel 2013 cercheremo anche di organizzare più date in Italia se qualcuno ce lo permetterà. Se dio vuole, la cosa che più ci preme è fare da spalla in giro per band grosse, ma le band americane fighe che vengono si portano le band già dietro o al massimo gli affidano una band rigorosamente inglese, perché qui in Italia siamo l’ultima ruota del carro per tutto. L’unica è andare a fare una rapina in banca e pagare un sacco di soldi, ma non ci possiamo permettere neanche i passamontagna per fare la rapina adesso come adesso...

Eccoci ai saluti di rito, a voi la parola...

Tommy: Dario si è andato a vedere la Roma che ovviamente ha perso, quindi chiudo io. Ringraziamo Stefano & Roxx Zone per lo spazio! Ringraziamo voi che dopo aver letto fino a qui, se ci siete arrivati, andate sulla nostra pagina www.facebook.com/wakeupcallrock a cliccare mi piace e vi guardate il nostro nuovo video: http://www.youtube.com/watch?v=EDCLxppfdew. Non andate a vedere i tributi e prima di andare in discoteca… andatevela a vedere una band originale che magari vi piace e scoprite qualcosa di nuovo! Comprate i cd delle band piccole, a Kid Rock i soldi non servono, se poi comprate anche il nostro... meglio ancora!




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