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Live Reports
VAINS OF JENNA + JOHNNY BURNING + LESTER AND THE LANDSLIDE LADIES
Motorock AS, Mozzate (CO)
07/12/2008
Report e foto di Anna Minguzzi
All’inizio del loro tour europeo, gli svedesi Vains Of Jenna scelgono di calcare i palchi italiani in un fine settimana intenso, che li porta a suonare in ben tre luoghi diversi. Primo di questi è il Motorockas, curiosa posizione (il locale si trova all’interno di un palazzo ed è praticamente ricavato da un grande appartamento) nel comasco in un freddo venerdì sera di inizio novembre, riscaldato però da una discreta affluenza di pubblico (anche se non siamo certo ai numeri delle grandi occasioni, nonostante il prezzo del tutto accessibile) e da un buon livello musicale da parte di tutte le band presenti. Aprono la serata i modenesi Lester And The Landslide Ladies, autori come qualche settimana prima di spalla ai Backyard Babies di una buona prova musicale, una di quelle in cui si suona e basta, senza perdersi in troppi fronzoli, soprattutto vista la brevità della setlist. Il pubblico non è ancora al completo e si mantiene a distanza, ma il riscontro è comunque buono, soprattutto in virtù della considerevole esperienza di tutti. Bravi dunque a portare avanti il proprio progetto e le proprie idee senza compromessi. Tocca poi ai Johnny Burning, che non appaiono per nulla intimoriti dal fatto di trovarsi di fronte ad un pubblico nuovo geograficamente parlando e che, per quanto i consensi tra gli ascoltatori di Get Up, Get Loose, Get Off! non siano unanimi, stanno facendo parlare di sé in modo quasi sempre positivo. Anche questa serata è basata principalmente sui pezzi dell’album, a parte la conclusione affidata a un classico immortale come “Rock And Roll”, anche in questo caso la band parla poco e suona molto, anche in questo caso la risposta è buona sebbene il pubblico si mantenga a distanza. I cinque imolesi comunque sembrano divertirsi lo stesso eseguendo brani come “Sassy Lassie Goose”, “Shine” o “Rock In The USA”, e approfittano dei vuoti lasciati dal pubblico per concedersi qualche simpatica escursione sulle panche o in giro per il locale. Se prima del loro momento si aggiravano facendo avanti e indietro dal backstage con l’aria di chi si è appena svegliato, non appena arriva il loro turno di salire sul palco i quattro componenti dei Vains Of Jenna cambiano faccia, per trasformarsi in diavoletti fulminati dalla grande carica esplosiva. La voce di Lizzy DeVine rispecchia in modo lineare quanto già sentito su disco, e il resto della band lo accompagna con professionalità mescolata ad attitudine rock and roll nordica. C’è da chiedersi perché al chitarrista Nicki Kin piaccia tanto suonare stando chinato (che Kin sia il diminutivo di kinato? NdStefano), ma a parte questo i Vains Of Jenna non lasciano indifferenti, e ottengono una risposta corale da parte dei presenti, che si concentrano nello spazio a disposizione e seguono attentamente. Da sottolineare anche la grande precisione della sezione ritmica e in particolare del batterista Jacki Stone, sempre attento a svolgere con cura il suo compito. Il gruppo suona per circa un’ora, poi tutti scompaiono e non c’è verso di scucirgli un bis, anche se richiesto, e questa potrebbe essere un po’ l’unica pecca di un’esibizione altrimenti ottima. Si tratta comunque di un particolare in una serata che lascia soddisfatti tutti, ricca di calore e di entusiasmo nonostante una partecipazione di pubblico non massiccia. Per fortuna ci sono altre due date in Italia, i Vains Of Jenna avranno di che essere contenti a fine tour.