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Reviews
CREAM PIE
Unsigned
(Autoprodotto)
2010
Due anni dopo il debut album Dirty Job, ritornano i Cream Pie, con un nuovo ep, Unsigned, e alcune novità: prima fra tutte la presenza del vocalist David King dietro al microfono, che sostituisce Joey Florenz (e i successivi “rimpiazzi” Rachel O'Neill e Alexander), e quella di Phantom alla chitarra, che affianca l'altro axeman, il fondatore Niki Dick. L'apertura, affidata a “Tiger”, mette subito in mostra un sound crudo e selvaggio, che abbandona in parte le influenze 80iane, evidenti nei precedenti lavori, in favore di un approccio più sleazy e in-your-face, quasi “moderno”, anche se le virgolette da sole dovrebbero bastare a far capire che sempre di sporco e maleducato rock and roll si tratta. La vena “modernista” emerge anche nella successiva “See Ya Later”, figlia di quel rnr bastardo di Brides Of Destruction, The Last Vegas e Beggars Ball che tanto piace agli americani, ed avendo fatto due tour negli USA, forse sappiamo già le motivazioni di questo leggero aggiustamento stilistico. “The Evil Inside” è uno di quei classici pezzi da bolgia sotto al palco, mentre “Such A Psycho” è il lento che non ti aspetteresti di sentire in mezzo a questo assalto sonoro: cori robusti e ritornello incisivo caratterizzano una canzone in cui spiccano la voce teatrale di King, e un solo centrale che concede il proprio momento di gloria alle chitarre. “No Love Remains” mantiene intatto il livello di intensità e pathos raggiunto dal brano precedente; il compito di congedare l'ascoltatore è affidato a “Bad Habits”, pezzo più quadrato e compatto, con un retrogusto che sa di Skid Row nei cori. Ancora una volta è una produzione deficitaria a far storcere il naso: manca un po' di “botta”, che invece la band dal vivo possiede, come abbiamo recentemente avuto modo di appurare all'Italian Glam Fest di Mantova (concorso in cui i Cream Pie si sono ben piazzati in classifica). Se riusciranno ad avere dei suoni un po' più competitivi, potrebbero anche stupire: peccato, questi ragazzi sono sempre “a tanto così” dal fare il botto...
Stefano Gottardi
Track List:
1. Tiger
2. See Ya Later
3. The Evil Inside
4. Such A Psycho
5. No Love Remains
6. Bad Habits