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TYKETTO

Live Reports

TYKETTO + Markonee + Planethard

Sottotetto, Bologna
30/01/2009

Report di Paolo Paganini e Anna Minguzzi, foto di Anna Minguzzi

È una di quelle serata di nebbia da tagliare col coltello, in cui i rami di un albero diventano braccia scheletriche e di tutto avresti voglia tranne che di uscire. Per fortuna la pigrizia non ha investito tutti, e un gruppo non molto nutrito, ma molto caloroso, di fan si riversa nelle prime file del Sottotetto per assistere alla seconda data italiana del tour dei Tyketto. La serata viene aperta dai milanesi Planethard, che ormai conoscono il locale bolognese come le loro tasche, dato che ci hanno suonato già alcune altre volte, l’ultima tre settimane prima di supporto ai Tygers Of Pan Tang. Con la nuova formazione a due chitarre, i Planethard propongono un repertorio di poche canzoni tratte da Crashed On Planethard, uno dei dischi migliori del 2008, cominciando da “Rock Forever”, bonus track giapponese, e proseguendo, fra le altre, con la rabbiosa ma malinconica “Unchain My Heart” e con “Kill Me But First Kiss Me”. Per chi avesse già avuto modo di ascoltarli dal vivo o su disco, la band appare particolarmente in forma, molto più vivace e grintosa sul palco rispetto alla serata dei Tygers, con un Marco Sivo che non perde un colpo dietro il microfono e tutti gli altri musicisti che viaggiano a pieno regime su tutti i brani. Buon segno quindi per il futuro di questo promettente gruppo. Fanno poche date, ma quando le fanno lasciano il segno. Sarà che il giorno dopo devono andare in Svizzera, sempre con i Tyketto, sarà che il loro secondo album (a quanto dicono) è in via di conclusione, ma i Markonee conducono un’esibizione che definire travolgente è riduttivo, ormai quasi tutta incentrata sui brani di 99, anche se non mancano “Colors” e “Loved Land”, tratte dal primo The Spirit Of Radio, e naturalmente il singolo “Markonee”, con relativi cori per il pubblico. Anche i Markonee sono nel loro consueto stato di grazia, Gabriele Gozzi non solo si dimostra come sempre un ottimo cantante, ma ad ogni esibizione sembra migliorare la sua tenuta di palco, alla quale si accompagna naturalmente quella di tutti gli altri. Fra i pezzi che andranno a comporre 99, “Brand New Day” si conferma come uno dei più belli prodotti fino ad ora dalla band bolognese, al quale si associano degni compagni come “See The Thunder” e “Native European”. Sempre meglio, quindi. (Anna Minguzzi)
Un altro miracolo tarato BolognaRockCity è avvenuto ieri sera. Per la prima volta sul suolo italico, e direttamente nel salotto di casa (per il sottoscritto), sono arrivati i Tyketto con tre quarti della formazione originale. Al deficitario chitarrista
Brooke St. James è infatti subentrato il folle PJ Zitarosa (già presente nel side project Vaughn), ed è stato aggiunto il tastierista Bobby Lynch (molto valido anche nei cori). Il carisma e la voce del grandissimo Danny Vaughn si rivelano essere da subito i fattori catalizzatori della serata aperta dalle carichissime “Lay Your Body Down” tratta dall’album d’esordio datato 1991, e “Rescue Me” singolo estratto da Strength In Number del 1994. Sui primi due lavori è basata praticamente tutta la scaletta, mentre viene ovviamente ignorato il terzo disco Shine in cui Vaughn lasciò il posto a Steve Augeri. L’atmosfera si infiamma subito grazie alla scoppiettante “Wings”. Danny e soci sfoderano una prestazione maiuscola; gli anni non sembrano passare per il singer americano che ad ogni brano stupisce per potenza e precisione vocale. Al suo pari si pone il chitarrista PJ Zitarosa, un vero e proprio spasso da vedere e tecnicamente impeccabile. L’atmosfera leggera e frizzante pervade la platea che canta a squarciagola tutti i ritornelli, incitata da una band capace di tenere il palco alla grande suonando per un’ora e mezza senza pause una setlist divertente e spensierata tipica dell’aor di inizio anni '90. Lo spettacolare trittico “The End Of The Summer Days-Sail Away-Burning Down Inside” ci porta direttamente all’immancabile “Standing Alone” il maggiore successo della band. Siamo ormai arrivati alla parte finale del concerto ed i Tyketto hanno ancora in serbo un paio di pezzi da novanta come “Nothing But Love” e “Walk On Fire”. I cinque lasciano momentaneamente il palco, ma vi fanno subito ritorno per i bis conclusivi chiusi dalla doverosa “Forever Young” richiesta a gran voce dal pubblico. Un momento davvero coinvolgente che suggella la loro prestazione nel migliore dei modi, e che manda a casa pienamente soddisfatti ed appagati i presenti. Spariti in questa occasione anche i problemi tecnici che avevano afflitto in passato le performance di Firehouse e House Of Lords, segno che l’organizzazione di Emiliano Nanni sta lavorando nella direzione giusta. Prossimo appuntamento da non perdere per i fan dell’hard rock Bob Catley domenica 8 marzo. Non mancate!

Tyketto Set List:

1. Lay Your Body Down
2. Rescue Me
3. Wings
4. Seasons
5. Big Wheels
6. Strength In Number
7. Catch My Fall
8. The End Of The Summer Days
9. Sail Away
10. Burning Down Inside
11. Standing Alone
12. Til The Summer Comes
13. Nothing But Love
14. Walk On Fire

Encore:

15. The Last Sunset
16. Forever Young




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