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Reviews
BUCKCHERRY
Time Bomb
(Dreamworks)
2001
La prima cosa che cerco di fare quando devo recensire un disco è provare ad analizzarlo partendo dal titolo. Nel caso di Time Bomb è stato facile: credo che mai nome sia stato più emblematico nella carriera dei Buckcherry. Sì, perché di lì a poco il combo americano sarebbe esploso proprio come una bomba ad orologeria. Un’esplosione che solo circa 5 anni più tardi avrebbe finito di far contare le vittime e i suoi cosiddetti danni collaterali, quando, con l’innesto di Xavier Muriel e Jimmy Ashhurst al posto di Devon Glann e Jonathan Brightman, si sarebbero ricomposti i cocci della band con l’uscita di 15. Il disco non si presenta male, ma dopo il bell’esordio con “Frontside”, si ha quasi l’impressione che la proverbiale rabbia dei Buckcherry in questa occasione sia usata un po’ a caso e male, sputata nelle canzoni senza un vero e proprio criterio logico. Questo rende Time Bomb a tratti piatto, un album che può stancare dopo l’ascolto di 4/5 tracce e così, prendendo spunto dalla frase centrale della title track “Time Bomb” “Life ain’t nothings but bitches and money”, forse l’unica cosa che sembrava star andando a puttane era la loro carriera, che, dopo un bellissimo inizio con l'apprezzabilissimo debut omonimo, dovrà registrare una piccola ma dolorosa battuta d’arresto. Le ballad “Helpless”, “You” - forse il pezzo migliore del disco - e “Open My Eyes” - splendida canzone piano e voce che chiude degnamente il lavoro - sono davvero riuscite. Il disco fallisce però nelle aspettative dei fan del lato più puramente hard del gruppo, che dopo Buckcherry del 1999 erano probabilmente troppo alte e forse la successiva interruzione della vita della band è la prova che c’era veramente qualcosa che non andava. Ma perché l'album non è stato apprezzato? “Ridin’”, “Time Bomb” e “Porno Star” danno un grande slancio, sembrano la giusta continuazione del lavoro fatto in precedenza, ma poi da “Place In The Sun” comincia a perdere colpi. Forse la troppa pressione di pubblico e discografici, forse fra una data e l’altra tra States e Giappone non si ha il tempo, né tanto meno la necessaria tranquillità per scrivere ed incidere brani all’altezza, forse troppa polvere… O molto più probabilmente si era soltanto rotto qualcosa nell’armonia del gruppo e a quel punto la separazione sembrò inevitabile, come in una coppia ormai scoppiata, i Buckcherry esplosero insieme alla loro bomba ad orologeria.
Ivan Varsi
Track List:
1. Frontside
2. Riding
3. Time Bomb
4. Porno Star
5. Place In The Sun
6. Helpless
7. Underneath
8. @*#! My Wrist
9. Whiskey In The Morning
10. You
11. Slammin'
12. Fall
13. Open My Eyes
Contatti:
www.buckcherry.com
www.myspace.com/buckcherry